Sollecitata, ancora una volta, dal volontariato, la Puglia dice no al tentativo di trivellare il mar Adriatico alla ricerca di qualche barile di petrolio e lo fa con una grande manifestazione a Monopoli (Bari) sabato 21 gennaio dallo slogan più che eloquente: “Più verde, meno nero”.

Un no corale quello pugliese, convinto, partecipato e preoccupato per la possibilità che, nonostante i pareri Via della Regione Puglia richiesti dalle grandi compagnie petrolifere alla ricerca dell’oro nero siano stati tutti negativi, le autorizzazioni per ispezioni sismiche nel Basso Adriatico prodotte dal ministero dell’Ambiente dello scorso Governo possano scavalcare la volontà popolare.

Organizzata dal comitato “No al petrolio, sì energie rinnovabili” di Monopoli cui ha aderito il Centro Servizi Volontariato Salento e la Consulta Ambiente, alla manifestazione è prevista la partecipazione non solo della Regione Puglia e di numerose associazioni ambientaliste, ma anche dei sindaci di tutti i Comuni pugliesi, numerosi leader politici nazionali, come Antonio Di Pietro (Italia dei valori) e si vocifera, inoltre, che si uniscano ai manifestanti anche delegazioni provenienti dall’altra sponda dell’Adriatico, soprattutto Albania e Montenegro.

I riflettori delle grandi compagnie petrolifere in Puglia erano accesi ormai da tempo, soprattutto nel barese e nel brindisino, ma solo il 12 agosto del 2011, periodo di sollazzi e di vacanze, gli attenti volontari ambientalisti salentini di “SOS Costa Salento” hanno avvistato e denunciato la presenza di piattaforme petrolifere anche a largo di Santa Cesarea Terme. Le ispezioni, infatti, erano iniziate in silenzio anche nel nostro territorio e le mire di compagnie quali Petroceltic, Spectrum Geo Ltd, Eni e,  soprattutto, Northern Petroleum sono dirette alle scarsissime quantità di oro nero (le stime parlano di una quantità in grado di supportare i consumi italiani per al massimo un mese, circa 130milioni di barili) e che in molti ritengono essere di bassa qualità, catramoso, sporco e ricco di zolfo.

«Questa vicenda delle trivellazioni – dice Luigi Russo presidente di “SOS Costa Salento” – è emblematica, ancora una volta, della grave debolezza della politica italiana, ma non solo italiana, che appare decisamente sottoposta e schiacciata sotto il peso dei grandi interessi economici e finanziari, ora delle agenzie di rating, ora delle multinazionali del petrolio, o delle lobby. È stupefacente il fatto che debba essere ancora una volta il volontariato a fare scattare l’allarme, e che solo a ruota la Regione e i comuni seguono con delibere e dichiarazioni pubbliche. Ma, ci chiediamo, che cosa ci stanno a fare a Roma in Parlamento i deputati e i senatori pugliesi? Hanno una idea di sviluppo? Possibile che non capiscono che l’erosione del territorio, del sottosuolo come del suolo, è un danno irreversibile che uccide l’economia possibile per questa terra? Noi volontari siamo convinti che questa giornata del 21 gennaio, e tante altre giornate simili anche su altri argomenti come la povertà e la disoccupazione, devono diventare una costante. Solo da una alleanza seria, costante, efficace, libera, autentica tra politica e Terzo Settore si potrà costruire un futuro nella direzione dello sviluppo».

Una visione del Salento “alla Texas” che tradisce il modello di sviluppo eco-sostenibile del nostro territorio «ormai incompatibile – si ribadisce dal comitato “No al Petrolio” – sul piano politico, economico, sociale e culturale, con la logica della “spremitura nera” dei nostri fondali. Un modello di sviluppo, per la verità, di per sé già incompatibile con i livelli di degrado a cui altre vecchie logiche industriali hanno da tempo sottoposto fin troppe aree della Puglia».

Il fronte del no alle trivelle in Puglia, inoltre, ha già attivato una petizione pubblica per opporsi all’attività di ricerca e sfruttamento di idrocarburi lungo le coste del basso Adriatico da parte della ditta britannica Northern Petroleum raccogliendo in poco tempo quasi 3.000 firme (http://petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=P2011N13045).

Per ulteriori informazioni sulle azioni di protesta contro le trivellazioni nel mar Adriatico, è possibile visitare il sito http://www.nopetroliopuglia.it/.

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