Deve ritornare fra sessanta giorni in aula la modifica allo Statuto regionale che prevede la riduzione del numero dei consiglieri da 70 a 60. Questo perché oggi, il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità in prima lettura, un emendamento con il quale si stabilisce che la modifica

in oggetto avrà valore a partire dalla decima legislatura.
Di conseguenza la legge emendata, approvata all’unanimità, necessita della seconda lettura fra sessanta giorni.
Senza questo ulteriore emendamento la legge avrebbe potuto ottenere l’approvazione definitiva in seconda lettura nella seduta di oggi, ma alcuni gruppi consiliari hanno posto il problema “di una maggiore chiarezza nella definizione della legge, specificando che “le modifiche valgono a partire dalla prossima legislatura”.
Il capogruppo del Pdl, Rocco Palese ha sottolineato che il voto favorevole alla riduzione della rappresentanza in Consiglio regionale a sessanta, (nonostante giaccia ancora in Commissione la proposta del Pdl di riduzione a 50), è motivato dalla necessità di attendere che la Corte Costituzionale si pronunci sul ricorso della Regione Lazio per “la declaratoria di illegittimità costituzionale della legge nazionale che imponeva, in tema di riduzione dei costi della politica, la riduzione del numero dei consiglieri e degli assessori regionali”.
“Quando avremo più chiaro il quadro di riferimento – ha detto Palese – potremo ritornare e modificare ulteriormente la legge regionale, noi non ritiriamo la nostra proposta di legge”.
Per il capogruppo de La Puglia prima di tutto, Francesco Damone, “ognuno deve rispondere con la propria coscienza delle scelte politiche e dei comportamenti personali e ne deve rispondere davanti a Dio innanzi tutto e poi davanti a propri elettori e cittadini tutti”.
Non piace all’esponente della minoranza la deriva populista e il clima di caccia alle streghe che “anche certa stampa” ha innescato contro la classe dirigente politica. “Sono necessari atti concreti che dimostrino tutta la nostra buona volontà di agire nella direzione del contenimento della spesa” ha detto Damone.
“Sia chiaro che il Consiglio regionale decide in assoluta autonomia, senza alcun condizionamento di abbassare il numero dei consiglieri regionali per la prossima legislatura”. È il consigliere Arcangelo Sannicandro che parla a nome del gruppo Sel. “Non dobbiamo aspettare alcuna sentenza della Corte Costituzionale – ha continuato Sannicandro – possiamo decidere autonomamente quello che vogliamo”.
Secondo l’esponente di Sel, il Consiglio regionale ha potestà su materie come la legge elettorale, la forma di governo e quindi qualunque ingerenza dello Stato non è ammissibile.
In tema di costi della politica Sannicandro ha sottolineato che occorre distinguere bene la differenza fra costi della politica e costi della democrazia. “si fa una grande confusione – ha detto – e questa onda populista può di fatto danneggiare la democrazia”.

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