Botta e risposta tra Antonio Rotundo, capogruppo del PD e l’assessore ai lavori pubblici Gaetano Messuti circa il rinascimento della costa leccese.

 

Secondo Rotundo è stato un flop: “Oltre cinque milioni di fondi europei sono stati sperperati senza risultati apprezzabili e le marine leccesi sono al punto di partenza, colpite dalla mareggiata di questi giorni che ha portato alla disperazione i titolari dei lidi.

La verità è che nei fatti quel progetto è rimasto una grande incompiuta e quei pennelli in mare sono lì a ricordarcelo, perché il cosiddetto ripascimento delle spiagge è rimasto sulla carta tranne che per qualche intervento spot, utile solo per fare propaganda agli amministratori che per proteggere il litorale dall’erosione.

Ed ora, la richiesta che rivolgiamo a Perrone ed alla sua giunta è quella di venire in Consiglio Comunale per riferire e dare conto di come sono stati spesi i soldi dei cittadini. Perché ci sarà qualche responsabile se sono stati dissipati ben 5 milioni di euro senza alcun risultato per la collettività, oppure anche in questo caso dobbiamo registrare la fuga dalle proprie responsabilità di una classe dirigente che, come Pilato, si lava le mani come ha fatto per via Brenta, per i boc, il filobus,  pronta a scaricare anche in questo caso su altri le proprie responsabilità politiche.

Per questa ragioni sarebbe opportuno e necessario che il Consiglio Comunale deliberasse di nominare una commissione di indagine per fare chiarezza su questo gigantesco sperpero di denaro pubblico.

Gaetano Messuti ha replicato invece del Sindaco affermando che il rinascimento funziona: “L’apprezzamento ricevuto dai titolari dei lidi balneari delle marine leccesi rappresenta la migliore risposta alle critiche avanzate da Antonio Rotundo.

Il ripascimento del litorale leccese non è stato realizzato sostituendo alla sabbia mancante una gettata in calcestruzzo o un ammasso di pietrame, rimedio  assolutamente devastante sul piano ambientale.

E’ stato invece realizzato con il massimo rispetto dell’ambiente attraverso il sistema definito del ripascimento morbido. Ripascimento ad oggi non del tutto completato per le note vicende legate all’approvvigionamento della sabbia. Nonostante ciò il ripascimento ha resistito a ben quattro  mareggiate di notevolissima intensità, tant’è che i chioschi dei lidi balneari, che nelle annate precedenti erano in acqua già dopo la prima mareggiata, ora sono al sicuro.

Ricorda o no  Rotundo quello che è successo nello scorso mese di agosto? Tutti i lidi sino ad Otranto furono distrutti dalla forza del mare mentre quelli leccesi oggetto del progetto di ripascimento morbido erano intatti e portati da tutti come esempio di intervento efficace.

E’ del tutto ovvio che la mareggiata non poteva non provocare uno smottamento di una frazione di sabbia verso l’interno, ma l’on. Rotundo – se fosse stato più attento e cauto nelle valutazioni – avrebbe potuto vedere che la rena è rimasta nelle vicinanze, esattamente alla base del pennello che si distende in mare.

Si è chiesto Rotundo cosa succederà se la prossima mareggiata sarà di scirocco, cioè con venti provenienti da Sud anzicché da Nord, come è  accaduto per ben quattro volte successive? Quella sabbia che è stata traslata all’interno della cella sarà riposizionata laddove oggi manca. Perché questa è la natura e la forza del mare!

E poi, si può fare un monitoraggio complessivo sul funzionamento del progetto legato al cosiddetto ripascimento ”morbido” – realizzato nel pieno rispetto della natura, senza ricorrere in alcun modo a barriere artificiali – solo dopo quattro fortissime mareggiate provenienti da Nord? Le verifiche ed il monitoraggio vanno effettuate almeno a distanza di un anno e con riferimento alla linea di costa, anche in prossimità di una campagna elettorale! Altrimenti si incorre in analisi e deduzioni sbagliate che provocano interventi scorretti ed ingiustificati. Esattamente come la polemica di Rotundo.”