Era stato chiamato a deporre come testimone di una rissa, ma si è ritrovato ad essere indagato. Grane giudiziarie per Cristian Obodo, calciatore nigeriano dell’U.S. Lecce, che ieri è finito in tribunale.

Il centrocampista africano era stato chiamato a deporre nel tribunale di Udine, per un processo che vede coinvolti altri nigeriani, che parteciparono ad una scazzottata. La vicenda risale al settembre 2007, quando il calciatore era in forza all’Udinese.
La rissa era scoppiata all’interno di un African Shop, nei pressi della stazione ferroviaria di Udine, ed era scaturita da un 51enne nigeriano, O.O., che aveva aggredito verbalmente la sua ex compagna, anch’essa nigeriana. Per evitare che la donna rimanesse ferita erano intervenuti in suo soccorso altri suoi tre connazionali, con i quali il facinoroso nigeriano iniziò una furiosa scazzottata. Ad avere la peggio, al termine della rissa, fu proprio il 51enne, che venne raggiunto da calci e pugni, riportando la frattura della laringe nonché diverse lesioni, che i medici dell’ospedale udinese giudicarono guaribili in un mese circa.
Ieri mattina, durante l’ultima udienza del processo, che ha visto già la condanna di uno degli indagati, la parte lesa ha però puntato il dito contro il calciatore leccese, accusandolo di avere partecipato alla lite e di avere avuto anche un ruolo attivo.
Il nome del centrocampista leccese, come ha riferito al giudice il 51enne, sarebbe stato fatto soltanto ora perché, vista la notorietà del calciatore, temeva che la vicenda si ripercuotesse negativamente nei suoi confronti. Cristian Obodo, tra l’altro, è il fratello del marito della proprietaria del locale, di via delle Ferriere.
Quando il 51enne ha pronunciato il suo nome, Obodo è apparso molto sorpreso e stupito di quanto stessero sentendo le sue orecchie. Così, si è ritrovato a dovere nominare immediatamente un difensore d’ufficio.
Sarà compito della Procura, adesso, valutare la posizione del calciatore leccese ed eventualmente procedere nei suoi confronti.

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