Antonio Rotundo«La marina di San Cataldo è stata letteralmente devastata da una serie di interventi irrazionali». E’ quanto denuncia il capogruppo del Pd, Antonio Rotundo, che ritiene «assurdo e dannoso» il piano di viabilità attuato nella località balneare, a pochi chilometri dalla città di Lecce

Rotundo contesta, soprattutto, il mancato coinvolgimento della popolazione residente prima di effettuare lavori pubblici, così complessi ad articolati, tali da stravolgere l’intera marina. Innanzitutto, a seguito dei lavori del Water Front, sono state ridefinite le aree destinate al traffico veicolare. La rotatoria principale, le piste ciclabili e gli spazi pedonali hanno comportato la soppressione di numerosi parcheggi.

Per giunta, la riconversione della carreggiata stradale ha comportato la riduzione della sezione stradale e la cancellazione delle aree destinate alla sosta anche per brevi lassi di tempo, arrecando così notevoli disagi agli utenti-automobilisti. La situazione che si è venuta a creare è diventata «intollerabile», commenta il capogruppo del Pd.

Inoltre, l’avvio del secondo lotto di lavori ha determinato l’ulteriore eliminazione di parcheggi, mentre risultava «imprescindibile la necessità di incrementare l’attrattiva della marina, mettendo a disposizione degli utenti-automobilisti nuove aree di sosta, essenziali per lo sviluppo delle attività commerciali e turistiche».

Ad onor del vero, era stata individuata, dirimpetto al bar Nobile, una grande area destinata al parcheggio laddove sorge, però, una splendida area boschiva di alberi di eucalipto. Questa soluzione è stata prontamente «stoppata» da un comitato, composto da residenti e villeggianti, che in brevissimo tempo ha raccolto più di 350 firme ed ha indirizzato la petizione al sindaco Paolo Perrone e all’amministrazione comunale di Lecce per la tutela del «polmone verde» quale «patrimonio inviolabile» della marina di San Cataldo.

Promotori della raccolta di firme l’amministratore del complesso residenziale «Il Faro», Davide Stasi, le famiglie condominiali, i gestori del bar, del ristorante e delle altre attività commerciali che si trovano di fronte al bosco. Nella petizione i residenti hanno lamentato una scarsa attenzione per le zone verdi del litorale, chiedendo, nel documento protocollato alla fine dell’estate scorsa, «più verde e meno cemento».

C’è, poi, un altro aspetto «grave», fa notare Rotundo. Alcune strade di proprietà privata, come via del Pozzo, sono state danneggiate in occasione dei recenti lavori del “Water front”. Sono state, infatti, utilizzate come aree di deposito del materiale usato per la realizzazione della pista ciclabile e l’ultimazione dei marciapiedi. «Sarebbe opportuno – sottolinea il capogruppo del Pd – che l’amministrazione intervenga quanto prima per scongiurare situazioni di pericoli, rappresentati da pezzi di asfalto divelti e grosse buche».

«Tutte queste situazioni di disagio – conclude Rotundo – sarebbero venute meno se l’amministrazione ne avesse discusso prima dell’avvio dei lavori con la popolazione residente e da quest’ultima avesse potuto trarre suggerimenti e proposte per riqualificare al meglio la nostra San Cataldo».

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