“Ma quali bollette politiche, la loro è pura strumentalizzazione in cerca di consensi”, è questo il senso della conferenza stampa di oggi indetta dai vertici del Pd cittadino leccese, nell’insolita location della sala Giunta di Palazzo Carafa

Nella stessa sala, due giorni fa, il sindaco Perrone e Federcasa, avevano esposto il problema delle bollette morose in arrivo agli inquilini dello IACP

Si parla di cifre che si aggirano sui quattro o cinque milioni di euro, da ripartire sulle 3000 famiglie molte delle quali indigenti, per il conguaglio degli anni 2006-2007. Consumi che secondo gli utenti sono già stati saldati a fronte di un altro conguaglio, nel 2009, nonostante i pagamenti avvenissero in maniera autonoma già dal 2005 e che l’Istituto continua a rivendicare. Questo era emerso nella conferenza indetta dal sindaco, oltre all’illecito rendiconto forfettario dovuto a impianti idrici obsoleti e contatori mal funzionanti.

Oggi, il capogruppo Pd comunale Antonio Rotundo, Antonio Maniglio vicepresidente del Consiglio regionale e il consigliere Sergio Signore, hanno esposto i fatti in maniera diversa. “Si tratta di pura strumentalizzazione politica verso gli avversari temibili che siamo noi del Pd, Loredana Capone è un terribile avversario per il sindaco Perrone e le sue polemiche vertono su questioni regionali”, ha commentato Maniglio, in riferimento anche alla situazione sanitaria per la quale c’è stato uno scontro la scorsa settimana. Rimanendo su temi di interesse sociale per cui il Pdl punta per un cospicuo bacino di voti, secondo il Pd, si punta sul sensazionalismo delle esose richieste alle famiglie bisognose. “In realtà – ha spiegato Rotundo – non abbiamo nulla in mano su cui contestare o denigrare, le bollette non sono ancora arrivate, l’unico attacco che si può fare è a carico dell’Ente IACP che peraltro non è gestito da una componente politica ma da un Commissario”. I dati certi, snocciolati da Rotundo, riguardano il 60 per cento degli inquilini coinvolti che non hanno effettuato i consumi che gli sono attribuiti e quindi creditore dello IACP a differenza di un 40 per cento moroso. Il conguaglio riguarda proprio l’accertamento tecnico del reale consumo per tutta la provincia da nord a sud di Lecce.

L’operazione di conguaglio sarà vagliata anche dai sindacati degli inquilini prima dell’attuazione di misure di recupero crediti, in una forma di equità, prima di essere comunicati agli inquilini. “Un allarme dettato dal nulla – ha continuato Rotundo – prova ne sia l’assenza dei sindacati al tavolo di Perrone, il quale non ha verificato sul campo, bastava chiedere una ricognizione sullo stato delle cose”. Millecento famiglie leccesi riceverebbero crediti mentre ottocentocinquanta sarebbero debitorie. Per il recupero delle morosità è prevista anche una rateizzazione massima di 5 euro al mese per le famiglie in difficoltà. “Al sindaco chiedo di abbassare i toni – ha chiosato Rotundo –  perché se questo è il clima di una campagna elettorale ormai in atto, le case popolari sono gestite da un vice Prefetto con gestione neutra, la dottoressa Lupo gestisce egregiamente l’Ente e il tentativo di spostare su un dirigente una critica infondata, è un bieco tentativo di politicizzare ogni polemica per un tornaconto elettorale”.

Per Maniglio le iniziative degli ultimi giorni di Perrone sono dettate dal dato politico ineludibile: la battaglia per il cambiamento passa dal confronto con il Partito Democratico, grazie al lavoro svolto in questi anni di opposizione al governo cittadino dei rappresentanti di centrosinistra.