“La situazione della sanità in provincia di Lecce fotografata oggi dalla stampa è drammatica, al limite del collasso, ferma a sette anni fa, come denunciano pazienti e operatori del settore.

Ciò purtroppo conferma quanto da tempo denunciamo: la politica sanitaria della Regione Puglia in questi ultimi anni è stata improntata al taglio dei servizi e non al taglio degli sprechi. Questo è inaccettabile in una Regione in cui i cittadini pagano 338 milioni di euro di tasse regionali in più all’anno”.
Lo denuncia in una nota il capogruppo del Pdl alla Regione Puglia, Rocco Palese, che aggiunge: “Alla graduale chiusura degli ospedali come da Piano di Rientro, non è seguita purtroppo l’attivazione di servizi sanitari territoriali alternativi, con il risultato che i Pronto Soccorso dei grandi ospedali, come il Vito Fazzi, scoppiano e il servizio di emergenza urgenza 118 risulta l’unico presidio territoriale, viene utilizzato dai cittadini in alternativa all’ospedale e, naturalmente, risulta sottodimensionato. A questo si aggiunge una situazione drammatica dal punto di vista del personale e delle apparecchiature, con Tac e Risonanze Magnetiche sottoutilizzate o spesso rotte e liste d’attesa chilometriche. Crediamo che il nuovo anno debba iniziare con una severa e puntuale ricognizione della sanità in tutte le province pugliesi e che il Governo regionale abbia il dovere morale di garantire quantomeno i servizi essenziali ai cittadini vessati dalle tasse. Chiediamo quindi che alla prima riunione utile della Commissione Sanità, l’assessore Fiore venga a riferire sulle condizioni del servizio sanitario in ciascuna provincia pugliese, cominciando da quelle già in emergenza come la provincia di Lecce e con particolare riferimento alle situazioni del personale, del numero e del tasso di utilizzo delle apparecchiature e delle liste d’attesa, per giungere quanto prima ad un piano di intervento regionale che garantisca ai cittadini pugliesi almeno il mantenimento dei Livelli Essenziali di Assistenza”.

 

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