“Da quasi due anni ASL di Lecce ha acquistato un fluoroangiografo per la cittadella della salute di Lecce – spiega Antonio Maniglio, Vicepresidente del Consiglio Regionale – si tratta di uno strumento diagnostico importantissimo per effettuare una serie di esami oculistici. A tutt’oggi, però, il fluoroangiografo non è utilizzato e giace imballato in qualche locale del poliambulatorio cittadino.

Siccome tale macchinario, oltre che utile per le persone, è costato diverse decine di migliaia di euro, è doveroso dire cosa si intende fare per evitare che vada in malora senza essere mai entrato in funzione. Anche perché per poter effettuare un esame presso una struttura pubblica – continua Maniglio – c’è, come di consueto, una lista d’attesa assai lunga. Domanda: perché non si attiva il fluoroangiografo già acquistato? E perché se ci sono problemi organizzativi (la disponibilità di anestesisti) non si colloca il macchinario in un altro ospedale dove indirizzare i cittadini? Una sola cosa non possiamo permetterci in tempi di vacche magre: di tenere accantonati strumenti tecnologicamente avanzati in qualche scantinato e condannare i pazienti a lunghe attese o ad andare dai privati. E’ un lusso che non ci possiamo permettere – conclude Antonio Maniglio – e che, soprattutto, non possono pagare le persone che hanno bisogno”.

 

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