La sentenza emessa dal Tribunale di Lecce potrebbe passare alla storia: il poker Texas Hold’em Live non è considerato un gioco d’azzardo. Piuttosto, un gioco di abilità.
E’ quanto sentenziato dal giudice leccese Malagnino, secondo il quale “il reato non sussiste”, che ha assolto il titolare di un circolo privato.

La vicenda vede al centro Il titolare del circolo “Salento Pro Hold’em”, Antonio Zambrini, accusato di violazione delle leggi sul gioco d’azzardo. Il pubblico ministero aveva chiesto 3 mesi di reclusione e un’ammenda di 500 euro per organizzazione di tornei di Texas Hold’em considerati illegali. Secondo il giudice Fabrizio Malagnino “il reato non sussiste” e per questo motivo “ordina il dissequestro e la restituzione all’avente diritto di quanto in sequestro”. La sentenza riconosce due aspetti significativi: il poker è considerato un gioco di abilità e, viste le nuove leggi in vigore e in attesa di regolamenti attuativi, non ci sono reati che inquadrano e puniscono la pratica di questa disciplina. Quindi, in attesa di precise disposiziomi, i tornei di poker sembrano liberi da qualsiasi divieto.
Il giudice Fabrizio Malagnino ha affermato che il reato non sussiste in quanto il poker o meglio la variante Texas Hold’em in modalità torneo non è un gioco d’azzardo per cui in mancanza di una vera regolamentazione, il poker live nei circoli per il momento non custodisce reato.
Nelle 19 pagine di sentenza stilate dal giudice, viene riportato che il Texas Hold’em Europeo è completamente differente da quello americano, per tanto non essendoci pena, il titolare del circolo è stato scagionato.
Lo stesso Malagnino afferma quanto segue : “Nessun Giudice sano di mente condannerebbe mai per gioco d’azzardo quattro ragazzi che si fossero riuniti per giocare una partita a “Monopoli” (il noto gioco da tavolo finalizzato all’accumulo di soldi finti in base ai risultati combinati di dadi e carte) con in palio il biglietto di ingresso ad un concerto; viceversa, gli stessi ragazzi andrebbero condannati se sorpresi a giocare a “Monopoli” adoperando soldi veri anziché i noti biglietti fac-simile”.

 

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