Il Parco Archeologico di Rudiae  – dichiara il consigliere di Io Sud, Maria Rosaria Ferilli – deve essere tenuto a distanza dalle promesse mirabolanti della politica elettoralistica e messo sotto il riparo dell’ombrello della buona politica, cioè di quella che prende a cuore i grandi temi della cultura e li affronta quando prova a risolverli e non quando parla solo per apparire interessata.

Ad oggi gli unici contributi che consentono a questo sito archeologico di non essere nel degrado, ma di provare ad affrontare la sfida dell’accesso diffuso, sono i finanziamenti portati dall’allora Sindaco Adriana Poli Bortone: 150mila euro grazie a un finanziamento Mibac e oltre 650mila euro grazie al progetto Prusst.
Sentir parlare di quest’area come se si trovasse ancora all’anno zero è offensivo nei confronti di chi, come il prof.  D’Andria dell’Università del Salento, l’Associazione Vivere Lecce con il suo presidente Beppe D’Ercole e la Quarta Circoscrizione Rudiae-Ferrovia, fino ad ora si è impegnato con grande slancio e grande propositività alla realizzazione di tante tessere che, a breve, renderanno completo il mosaico.
Non appena termineranno, infatti, i lavori per la realizzazione del polo didattico e del laboratorio di archeologia saranno in tanti i giovani studenti che potranno recarsi e conoscere de visu l’importanza del luogo, diventando essi stessi volano di conoscenza di un posto, per certi versi magico, che ha davanti a sé un grande futuro e non solo un intramontabile passato.
Tutti i contributi per la crescita e lo sviluppo del sito sono bene accetti, ma dovrebbero essere sfrondati dalla demagogia tipica dei periodi elettorali.
La cultura ha bisogno di gesti concreti per evitare che essa diventi non strumento di crescita della popolazione, bensì terreno di conflitto politico che lascia sul campo solo macerie fumanti il giorno successivo al responso elettorale e nessuna buona opera per i cittadini del presente e del futuro. 

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