Fiancheggiarono chi, il 12 novembre del 2003, porto’ a termine l’attentato terroristico contro la base italiana di Nassiriya, che costo’ la vita a 19 militari italiani. Tra le vittime, anche il salentino Alessandro Carrisi, 23enne di Trepuzzi, caporale volontario in ferma breve. Per loro, dopo oltre sette anni, e’ scattato l’arresto.

Sette persone sono state arrestate in Iraq con l’accusa di aver partecipato all’organizzazione dell’attentato contro le truppe italiane. Lo riferisce l’agenzia irachena “Aswat al Iraq”, secondo la quale i sette arrestati “hanno confessato di avere appoggiato e assistito” il terrorista suicida nel compimento dell’attentato, che provocò 19 morti italiani e 9 morti iracheni, oltre a 58 feriti. Erano le 8.45 del 12 novembre di otto anni fa, quando un furgone carico di esplosivo, con a bordo quattro kamikaze, forzò il posto di blocco italiano, facendosi esplodere. L’attentato sventro’ due palazzine, in cui risiedevano i carabinieri e i militari del contingente italiano, impegnati in Iraq nell’operazione “Antica Babilonia”.
A Nassiriya, grazie ad una raccolta di fondi  fortemente voluta da Alessandro, è stata ricostruita a una scuola, intitolata a suo nome, per dare la possibilità di studiare ai bambini iracheni. Tre anni dopo la strage, il 20 giugno 2004, il comune di Trepuzzi intitolo’ la scuola elementare in suo nome.

 

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