Foto Antonio CastelluzzoSi legge la disperazione negli occhi dei 10 lavoratori addetti alle pulizie sui treni che questa mattina hanno manifestato, incatenandosi, presso lo scalo ferroviario di Surbo. Sono a casa dal 31 ottobre e, nonostante le promesse di reintegro, nessuno si pronuncia per loro.

Sono stati licenziati la prima volta nel 2008, nonostante il contratto a tempo indeterminato, per poi essere riassunti attraverso le agenzie interinali dalla Tre Esse per la Compass Group, il gruppo appaltante per la pulizia dei treni. Il 31 0ttobre 2011 sono stati nuovamente licenziati per via dei tagli ai treni delle FS e il conseguente – secondo la Compass –  esubero di personale. Al momento del licenziamento, alle proteste dei lavoratori, erano seguite le promesse di riassorbimento entro un paio di mesi. “Tempo scaduto”, urlano adesso i lavoratori che esigono quantomeno delle spiegazioni. Al Surbo Terminal, nel consueto rimpallo di responsabilità, nessuno è in grado di fare il quadro della situazione. I lavoratori, assistiti dal sindacato dei trasporti Filt- Cisl, questa mattina sono riusciti a strappare la promessa di un incontro con un dirigente della Compass Group, nel corso di questa settimana per fare il punto della situazione.

La protesta che è stata attuata oggi, era già stata annunciata lo scorso 18 novembre, in occasione della manifestazione bipartisan che si tenne alla Foto Antonio Castelluzzostazione di Lecce, contro i tagli di Trenitalia per far fronte al Patto di Stabilità. Il segretario provinciale della Filt-Cgil, Domenico Conte, già allora si disse molto preoccupato per l’intera categoria: “macelleria sociale” fu il commento del segretario in vista di tutto ciò che si è poi concretizzato e che continua a “falciare” diritti ai lavoratori. Gli sviluppi della vicenda che ha scatenato la protesta di oggi si conoscerà solo tra qualche giorno ma domani qualcun altro, in qualche altro posto protesterà, per rivendicare il diritto negato al lavoro.

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