La vittoria contro la Fiorentina aveva alimentato speranze forse eccessive. La realtà, purtroppo, è legata sempre agli stramaledetti numeri che non sono dalla nostra parte…

Avevamo invocato la continuità, perché solo quella potrà alimentare una qualsivoglia speranza di salvezza, ma non avevamo fatto i conti con il Lecce di questa stagione, un Lecce identificabile ad una Penelope che disfa di notte quanto fatto di giorno. Per noi tifosi è quasi assurdo considerare che dei 13 punti che ha la squadra ben 11 sono stati racimolati in campo esterno, mentre si sa che le salvezze si conquistano, normalmente, fra le mura amiche. Ora per quanto si possa stare lì a sperare che le cose possano cambiare, non si può non considerare che da ben quattro partite il distacco dalla zona salvezza rimane sempre lo stesso.
Se raffrontiamo, almeno a livello numerico, il campionato attuale con quello scorso, emerge una triste realtà che non si riscontrava lo scorso campionato. E’ pur vero che è abbastanza pretestuoso identificare i rendimenti delle squadre omologandoli a quelli dell’anno precedente, ma il raffronto va fatto perché evidenzia le difficoltà, se non altro dal punto di vista mentale. Vengo al dunque: alla fine del girone d’andata dello scorso campionato, il Lecce si trovava al terzultimo posto con 18 punti, seguito da Brescia con 15 e Bari con 14 e preceduto da Cesena con 19 e Catania con 21. Come si vede, la salvezza sempre legata ad una vittoria, con il margine andante da 1 a 3 punti e, dal punto di vista psicologico, uno stimolo nell’essere sempre ad un tiro di schioppo. Nonostante questo, abbiamo dovuto aspettare il “suicidio” della Sampdoria per festeggiare la salvezza. Quest’anno chiudiamo il girone d’andata con 13 punti (5 in meno rispetto la passata stagione), ma abbiamo sopra di noi il Cesena con 15 punti, il Siena con 19 (più 6 rispetto a noi) e l’Atalanta ed il Bologna a 20 (più 7 rispetto a noi). Anche un inesperto conoscitore di cose calcistiche non può non rendersi conto che questa volta è molto ma molto più difficile. Ora potrà anche darsi che “il pericolo sia il mestiere del Lecce”, ma si è nel giusto se si dubita molto.
La partita con il Chievo ha confermato in pieno questa diagnosi. La squadra si muove, a tratti fa anche un buon gioco, segna pure perché 20 reti sono anche un discreto bottino, ma è in difesa che si registrano i guai maggiori. Non sbaglio se affermo che quasi la metà delle 36 reti subite sono rappresentate da graziosi “regali” fatti su un piatto d’argento dalla nostra tetragona coppia di centrali dinnanzi ai quali i “vituperati” Gustavo e Fabiano erano da considerarsi dei giganti dell’area di rigore.  Allora da questo emerge il mio pessimismo di base; non riesco, al momento, a vedere come si possa invertire la tendenza se non cambiando completamente i centrali di difesa, tanto peggio non si potrà andare; se poi alle lacune tecniche dei difensori si aggiunge anche una difficoltà del centrocampo a fornire assistenza e supporto, allora stiamo veramente messi male. Qualcuno mi dirà che a Firenze il Lecce non aveva demeritato, anzi! Posso ribattere dicendo che c’era venuta incontro la squalifica di qualcuno e che Cuadrado aveva disputato una grande partita, ma con il Chievo Cuadrado ha potuto riavere il suo posto solo nella ripresa (perché Cosmi?). Mi va di ribadire anche un particolare non trascurabile: ho sentito molti tifosi essere soddisfatti perché era stato rosicchiato un punto a Novara e Cesena, ma, a meno che non siano cambiate le regole, mi risulta che ancora è prevista la retrocessione per tre squadre, quindi del Novara e del Cesena non ce ne frega niente.
L’incontro che ci aspetta rappresenta il vero e unico snodo di tutto il campionato e questo il Lecce deve capirlo. Perdere in casa nuovamente, sia pure con una squadra blasonata, credo condanni il Lecce irrimediabilmente. Con l’Inter si può provare; si tratta di una squadra lenta che avrà nelle gambe la partita di mercoledì sera con il Napoli e, pertanto, va aggredita intelligentemente perché al primo errore quelli ti fregano. Sperare in questo caso non costa nulla.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

17 − dodici =