Foto Antonio Castelluzzo“È da condividere e sostenere  – dichiara l’on. Ugo Lisi – a tutti gli effetti la reazione univoca di contestazione che ha destato in ciascuno di noi il nuovo spot di Trenitalia che ormai, oltre a sbagliare politica dei trasporti sul territorio nazionale, dimostra di non brillare nemmeno dal punto di vista

della comunicazione.
Come potrebbe altrimenti considerarsi, se non come un semplice scivolone, la pubblicità in cui, nel presentare le quattro classi in cui sarà possibile viaggiare sui nuovi mezzi, non si lascia intravedere soltanto una scala di benefit e comodità, ma anche e soprattutto una vera e propria gerarchia sociale che fa pensare che alle famiglie di colore sarà concesso viaggiare esclusivamente nell’ultima categoria?
È davvero strana questa visione bloccata della società italiana che, da sempre, non soltanto ha dimostrato di essere inclusiva, ma che della mobilità sociale aperta ha fatto sempre un suo vanto.
Le stazioni italiane sono luogo di incontro in cui proprio all’interno delle carrozze, sulle vetture, c’è un variegato mondo umano che approfitta del viaggio per scambiare pensieri, idee e opinioni.
L’immagine classista, per non dire altro, che trasmette quello spot, quasi che adesso si debba viaggiare in compartimenti stagno in cui la dichiarazione dei redditi o il colore della pelle possano essere discrimine di selezione, è un messaggio sbagliato che siamo certi non corrisponde alle valutazioni dell’azienda.
In una fase difficile della storia economica italiana in cui i treni potrebbero rappresentare la chiave di volta per continuare a mettere in collegamento persone e beni, la politica industriale e quella dell’immagine di Trenitalia viaggiano in direzione opposta. Sarebbe bene che ai più alti vertici si effettuasse, da subito, un repentino cambio di marcia.” 

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