Nella vita di tutti i giorni, tra lavoro, scuola, impegni vari, traffico e file burocratiche agli uffici,diventa sempre più difficile trovare del tempo libero per noi stessi e per fare una piccola pausa: basterebbe vedere tutte le persone che incontriamo per strada, tutte di corsa con due telefonini

in mano, un auricolare, e un tablet che nemmeno ti vedono se li saluti. Ecco allora la provocazione di Patrizio Righero che per le Edizioni Elledici ha scritto il libro “Un minuto con Dio. Preghiere per sopravvivere al quotidiano”. Sì, è un libro di preghiere, ma non fatevi ingannare dal titolo. Ogni pagina contiene un pensiero (composto non solo dall’Autore) che ci aiuta a riflettere su tutte le situazioni della vita: le gioie, le speranze, gli entusiasmi, ma anche i dolori, le delusioni, la fragilità. «Tutto può essere trasformato in preghiera», afferma nella prefazione Mons. Pier Giorgio Debernardi, Vescovo di Pinerolo, perché è un modo unico e forse il più bello per metterci in dialogo con Dio. E tutto questo in un minuto: questo è infatti il tempo che ci vuole per leggere una preghiera. Molto utile quindi mentre siamo alla fermata dell’autobus, oppure stiamo viaggiando, oppure ancora durante una pausa caffè.
Le preghiere contenute all’interno di questo libro sono espressione di un vissuto quotidiano e rivelano sentimenti profondi e originali in cui ognuno di noi può riconoscersi: dall’amore verso il prossimo, all’apprensione per i figli, alla paura della vecchiaia, e così via.
E per dimostrare che anche la preghiera può “viaggiare” al passo con i tempi post moderni sempre più veloci, alla fine di ogni pensiero abbiamo dei tag; sì, avete letto bene, tag, ovvero parole chiavi che permettono immediatamente di capire quali sono gli stati d’animo, i sentimenti lì contenuti. Ciò rende più facile la scelta anche ai più pigri. Una possibilità per avvicinare anche i giovani. E non c’è bisogno – come sottolinea anche Patrizio Righero – di seguire un ordine preciso nella lettura. Basta seguire le proprie emozioni.
«Non c’è un destinatario preciso – rivela l’Autore – ma credo che lo dedicherei alle famiglie, affinché ritrovino il valore della preghiera comunitaria e la bellezza dello stare insieme alla fine di una giornata». E poi un commento: «Se all’inizio, a metà, o al termine della lettura – conclude Righero – vi sarà nato il dubbio che pregare non è tempo perso, lo scopo di questo libro sarà stato abbondantemente raggiunto».