Foto Andrea StellaLe avvisaglie si avevano da tempo, ma ora la dichiarazione di guerra è scritta nero su bianco. I sindacati ricorrono alla giustizia civile contro l’Università del Salento, tacciata di condotta antisindacale.

A sottoscrivere il ricorso ex art. 28 dello Statuto dei lavoratori sono state la Federazione Lavoratori della Conoscenza Cgil, la Uil Rua e Snals Università. Per il proprio collegio difensivo hanno scelto, tra gli altri, anche Simona Manca, la vicepresidente della Provincia di Lecce.

A finire nella bufera sono gli atti adottati dal rettore Domenico Laforgia. Che non ci fosse simpatia tra lui e le organizzazioni dei lavoratori è fatto risaputo. Le accuse di queste ultime nei suoi confronti, da quella di “fascista” a quella di “accentratore”, si sono sentite soprattutto nei mesi della discussione e approvazione del nuovo statuto dell’Ateneo. Ma il ricorso guarda a prima ancora, al 7 febbraio 2011, alla conferenza stampa che i sindacalisti hanno dovuto tenere all’aperto, dopo la diffida a firma del Direttore amministrativo di non utilizzare la stanza Rsu dell’ex Principe Umberto, perché troppo piccola. Un fatto che i legali riportano come esempio, probabilmente la miccia dell’incendio che si è alimentato successivamente. A soffiare sul fuoco ci sarebbe stata, ancora, la disposizione dell’amministrazione che avrebbe ripetutamente impedito la comunicazione tra sindacati ed i propri iscritti, bloccandone la posta elettronica e invitandoli a usare un’apposita mailing list, tra l’altro visionata “da un fantomatico moderatore”. Un comportamento inaudito, per i sindacati, che parlano di “indiscutibile violenza morale “, che si sarebbe concretizzata anche in un’altra disposizione, quella che ha previsto l’installazione di impianti audio-visivi “che di fatto controllano a distanza l’attività dei lavoratori. Alcuni di essi sono strategicamente posizionati sugli orologi marca-tempo o sui distributori del caffè”. E questo senza che ci sia stato alcun previo accordo con le rappresentanze sindacali. Ma l’Università di Laforgia è accusata anche di violare in più punti il contratto collettivo nazionale del lavoro, attraverso una costante e “sistematica” compressione e repressione delle attività e delle prerogative sindacali, tanto da umiliare i lavoratori, “controllati in ogni loro comportamento e frustrati nelle loro aspirazioni, costretti a svolgere il proprio lavoro in un clima di sospetto e di vessazione”.
Interviene così il Rettore dell’Università del Salento Domenico Laforgia: «È la terza volta che alcune delle organizzazioni sindacali ricorrono contro la nostra Università sulla base dell’ex articolo 28 dello Statuto dei lavoratori, e nei precedenti la nostra amministrazione ha avuto ragione. Anche questa è la dimostrazione che qualcuno non  si rassegna ad aver perduto vecchi privilegi e cerca lo scontro a tutti i costi. Per parte nostra, noi continuiamo il faticoso lavoro di rinnovamento che riteniamo indispensabile e manteniamo la piena fiducia nella Magistratura alla quale rappresenteremo le nostre ragioni nei tempi e nei luoghi opportuni».

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