Foto Antonio CastelluzzoCome abbiamo sempre sostenuto – dice il sindaco Luciano Cariddi – per la minoranza ogni pretesto è buono per sperare di veder ritardare, e possibilmente arenarsi definitivamente, l’iter procedurale di approvazione del progetto

del nuovo porto turistico di Otranto.
Oggi, fingendo preoccupazione, sembrano invece gioire per una notizia di cronaca relativa all’arresto di alcuni dipendenti della società proponente il progetto.
Vogliamo chiarire che l’Amministrazione Comunale è stata attenta da subito a questa vicenda giudiziaria che risale al 2007, e che riguarda i lavori Anas relativi al rifacimento della statale ionica.
La nostra attenzione non solo è per il coinvolgimento di Condotte d’Acqua spa, ma anche per quello di Anas, avendo sul nostro territorio anche il loro progetto di raddoppio della statale Otranto-Maglie che dovrebbe cantierizzarsi a breve. Abbiamo potuto appurare già in passato come la società Condotte d’Acqua spa avesse avviato una commissione disciplinare volta ad accertare i fatti accaduti in Calabria. Ma, restando comunque vigili, ci rassicura il fatto che le amministrazioni delle due società non siano mai state coinvolte nelle accuse, restando fuori dall’indagine in corso.
E’ lo stesso procuratore Pignatone, intervenendo nella conferenza stampa relativa al caso con il Comandante dei Carabinieri Angelosanto, a precisare: “Le aziende interessate (Anas e Condotte d’Acqua) sono da considerarsi parte lesa, anche perché, se avessimo avuto elementi, non avremmo esitato ad indagare anche gli amministratori delle sedi centrali”.
Ciò che ci fa, tuttavia, più sorridere (volendo utilizzare un eufemismo) delle dichiarazioni dell’opposizione, è quando sostengono che il progetto sia stato esaminato con “troppa fretta”. Ci chiediamo se i 5 anni di iter procedurale sino ad oggi svolto sia un periodo di tempo troppo breve per la nostra minoranza. Ora comprendiamo perché nei 10 anni di loro governo non si è vista concretizzarsi nessuna seria iniziativa per lo sviluppo cittadino.
Per cercare un termine di confronto utile a comprendere se un iter procedurale che dura da 5 anni, e ad oggi ancora non ultimato, sia o meno “frettoloso”, ricordiamo che negli Stati Uniti un mandato presidenziale dura solo 4 anni.

 

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