Un intervento del Presidente della regione Puglia Nichi Vendola su Trenitalia, trasporto pubblico locale, qualità dei servizi e responsabilità centrale:“Assistiamo da anni ad una gara insopportabile ad indicare il Sud come il luogo di tutti i mali.

Sempre più spesso, ‘autorevoli’ commentatori esortano i cittadini meridionali a pretendere servizi pubblici dovuti alle comunità civili e moderne. Ciò nel presupposto che la scarsa qualità dei servizi esistenti sia esclusiva responsabilità degli amministratori del Sud. Ora, non c’è dubbio che occorra riportare al centro dell’attenzione una moderna etica della responsabilità, e però, appare opportuno ricordare a tutto il paese che in moltissimi casi i servizi di cui si parla sono servizi a diretta responsabilità statale e la responsabilità della loro cattiva qualità non è attribuibile al Mezzogiorno. I Governi,  via via succedutisi , si sono spesso superati nella logica dei due pesi e nelle due misure. A cominciare dal taglio delle risorse ordinarie in favore del Sud.
In questa chiave la vicenda di Trenitalia è simbolica. Una società di proprietà pubblica gestisce il trasporto universale pretendendo di dividere il paese in due. Buoni e cattivi. Tempi moderni e Medioevo. Ma Trenitalia si occupa anche di trasporto pubblico regionale. Ed è il momento che essa risponda con interventi e impegni concreti al dovere di elevare il servizio ferroviario a livelli accettabili di qualità richiesti dai cittadini utenti ma anche dalla committente Regione. È quindi dovuto l’atto dell’assessore Minervini di contestare alla società amministrata da Moretti l’inammissibile ritardo nell’acquisto dei treni finanziati dal bilancio regionale. I cittadini pugliesi hanno il diritto di viaggiare come i cittadini del resto d’Italia. Avere le risorse  a disposizione, ma spenderle altrove è un’inaccettabile violenza che Trenitalia fa alla Puglia. E’ un ulteriore segnale, semmai  ce ne fosse stato bisogno, di quanta disattenzione la società abbia nei confronti del Mezzogiorno. Noi su questo
intendiamo non transigere. Così come non transigeremo su orari, pulizia e decoro. Non daremo tregua a Trenitalia fin quando non ci saranno segnali chiari e coerenti con gli obiettivi di sviluppo dell’intero Mezzogiorno d’Italia”.

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