Si chiama Copat e potrebbe essere la soluzione per i nodi irrisolti della vertenza Prototipo. L’ottimismo per il momento resta cauto, ma dopo il tavolo di oggi a Bari tra azienda, sindacati e tecnici, qualche speranza in più si intravede per i 15 ex collaudatori delle cooperative Italian Job e All Service.

In Regione si è arrivati dopo il lungo travaglio fatto di scioperi, catene ai cancelli di Nardò e incontri in Prefettura a Lecce. Ma alla fine la task force che si è riunita potrebbe aver fatto centro. La Ntc, che gestisce la pista neretina, ha dichiarato la sua disponibilità a rimettere in appalto il cosiddetto “accumulo chilometrico”. Tradotto in soldoni, i collaudi che ora la Nardò Technical Center fatica a coprire con il personale interno, dopo lo scioglimento dei contratti con le società cooperative, verrà ora affidato a Copat, azienda torinese nata negli anni ’80 con appena due dipendenti e in grado di estendersi, tanto da avere partner in Germania e Svezia e risultare fornitore di Fiat- Lancia- Alfa Romeo. Copat, che si occupa di automotive e componentistica, è già presente in Puglia e con la Prototipo avrebbe rapporti più o meno datati in Piemonte. Se vorrà inserirsi nel contesto salentino, però, dovrà attingere, secondo l’accordo a cui si è giunti in queste ore, proprio dal bacino dei lavoratori rimasti senza prospettiva due anni fa. Una quindicina in tutto, si diceva. Una parte di loro non è neppure coperta da ammortizzatori sociali.
Insomma, si parte. Fra un mese dovrebbe essere riconvocata la task force per fare il punto della situazione. Per il momento, il suo intervento è servito a dare regolamentazione certa al rapporto commerciale tra privati. Ma i dettagli per il momento rimangono da definire. Uno fra tutti: quanto la Ntc metterà a base dell’appalto? Quanti km? E, dunque, quanti soldi per quanti lavoratori?

ATTENZIONE: i commenti non sono moderati dalla redazione, che non se ne assume la responsabilità. Ogni utente risponderà del contenuto delle proprie affermazioni.