Una sentenza clamorosa quella del Giudice Tutelare Giuseppe Buffone del Tribunale di Varese, che ha accolto l’istanza di un’anziana donna costretta in una struttura ospedaliera per una lunga degenza e desiderosa di ricevere la visita del proprio cane.

Le motivazioni medico-sanitarie hanno sempre portato i responsabili della struttura a porre il veto alle richieste dell’anziana, per non parlare dei casi di malasanità che hanno colpito il settore negli ultimi anni e che hanno reso necessaria maggiore prudenza a riguardo.
La sentenza del 7 dicembre scorso è innovativa e articolata: “Il sentimento per gli animali costituisce un valore e un interesse a copertura costituzionale” e ancora rifacendosi alla Convenzione Europea di Strasburgo:  “La legge ha riconosciuto che l’uomo ha l’obbligo morale di rispettare tutte le creature viventi, e in considerazione dei particolari vincoli esistenti tra l’uomo e gli animali da compagnia, ha affermato l’importanza di tali animali a causa del contributo che essi forniscono alla qualità della vita e dunque il loro valore per la società”.
Bisogna dunque prendere atto che gli animali sono componenti chiave della nostra società e bisogna portare loro il giusto rispetto.
Nel resto del mondo la visita in ospedale da parte di un animale di affezione è all’ordine del giorno e il valore medico in termini di salute che viene dato a questa prassi è enorme, dal momento che la cosiddetta “Pet Theraphy” riscuote successo con risultati notevoli in ogni situazione.
Via libera ai cani in corsia e spazio al nostro nuovo modo di vedere gli animali domestici, mutando le nostre necessità per la salute e il benessere.
Pamela Villani