La scrittrice salentina Tina Aventaggiato non è nuova alle prove letterarie. Diligente e puntuale giornalista di avvenimenti culturali e scrittrice con successo di pièces teatrali e di scenografie cinematografiche, si cimenta ora nella scrittura di un romanzo di spionaggio internazionale, cui fanno da sfondo

le vicende storiche della seconda guerra mondiale. Lo scenario è l’Africa settentrionale contesa fra le armate tedesche di Erwin Rommel e quelle inglesi del generale Bernard Montgomery. Anche l’esercito italiano è in zona e partecipa alla battaglia di El Alamein, una località nei pressi del Cairo, in cui rifulge l’eroismo della divisione corazzata “Ariete”. Su queste vicende di guerra si innestano le traversie dei personaggi che danno vita alla trama avvincente del romanzo, intessuta da un susseguirsi di colpi di scena. Braccati dai servizi segreti tedeschi, che ordiscono inseguimenti e minacce, le giovani ebree, e Abigail fra queste, sono determinate a impedire che cadano nelle mani dei tedeschi documenti di vitale importanza in loro possesso. Sulle loro tracce si portano anche i servizi segreti occidentali, interessati per ragioni opposte ad evitare la loro cattura. Nel tentativo di sottrarsi all’inseguimento si imbattono nell’esercito italiano, acquartierato in territorio libico nella baia di Tobruk, e in un  giovane ufficiale, Efrem Loi, che si offre di accompagnare le fuggitive divenendo, quando ormai le vie di fuga sembrano precludere ogni soluzione positiva, il depositario del loro segreto. Abigail è davvero tornata? Questa l’ambientazione nel passato, ai primi anni ‘40 del ‘900, ma il piano narrativo si sposta alternativamente al presente, quando i riflessi di quegli avvenimenti coinvolgono ancora i sopravvissuti, gli uni interessati a risolvere una volta per tutte i conti lasciati in sospeso, gli altri a impedire che si compia il loro sinistro progetto. L’odio razziale e l’avidità  di ricchezza li acceca al punto che nulla può fermarli. La drammaticità delle vicende costringe perciò a rivivere gli orrori della guerra. Come finirà? Abigail è  davvero tornata? La tecnica narrativa è sempre incalzante e il rimbalzo continuo dei luoghi dell’azione si sussegue frenetico nella rappresentazione dei colpi di scena. Al repentino cambiamento dei luoghi si sovrappone la continua variazione dei tempi dell’azione, cosicché l’abilità narrativa dell’autrice ci rende partecipi delle vicende, anche grazie ai continui flashback fra un passato che non trascorre e un presente che inquieta. Ritmi incalzanti quindi e abilità descrittiva, che si manifesta anche nella resa psicologica dei personaggi, nello scavo interiore che rivela i loro stati d’animo, le tensioni, le angosce e le speranze nel corso delle vicende drammatiche narrate – la guerra e la persecuzione degli ebrei – al punto che, coinvolti emotivamente, temiamo per la loro sorte, attendendo con apprensione salvifica il ritorno di Abigail. Loffredo Editore, 2011, pp. 211, € 14,60.

PAOLO RAUSA