Il dato fornito oggi  – dichiara l’on. Alfredo Mantovano – dal Direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, durante l’audizione in Commissione Bilancio alla Camera ha sorpreso tutti i deputati che compongono la Commissione medesima: ”Nel 2011 gli impieghi a imprese italiane

sono aumentati del 2,5%, nella media dell’area euro sono cresciuti dell’1,1%, in Spagna sono diminuiti del 4,7 per cento”. In base a questi numeri, il “credit crunch” in Italia sarebbe una sorta di allucinazione collettiva: del mondo delle imprese, Confindustria in testa, di tutte le associazioni di categoria, degli esperti di settore, dei giornalisti, degli operatori della finanza, degli analisti del sistema creditizio. Ma soprattutto sarebbe un’invenzione di chi negli ultimi mesi, pur facendo impresa e magari dimostrando di reggere il mercato, si è visto restringere, se non chiudere, i rubinetti del credito. Perché non si resti nel generico, sono disposto a portare in Parlamento le centinaia di imprenditori, del comparto edile in modo particolare, che il 27 febbraio scorso a Lecce (analoghe iniziative ci sono in tutta la Penisola) hanno protestato pubblicamente per questo stato di cose. Ho chiesto al rappresentante dell’ABI qualche dato disaggregato, a cominciare dai differenti territori, che permetta di capire meglio. Poiché tuttavia è compito della politica provare a risolvere i problemi – e non solo a denunciarli – , e poiché  proprio oggi si è realizzata la seconda (in due mesi) operazione straordinaria di finanziamento del sistema bancario europeo al tasso minimo dell’1%, con la quale la Bce che ha assegnato ulteriori 530 miliardi di euro a 800 banche (a fronte dei 489 miliardi di euro di liquidità erogati il 21 dicembre scorso alle 523 banche richiedenti), rinnovo l’invito a tre interlocutori istituzionali perché seguano fatti concreti. In particolare: a Bankitalia perché eserciti la sua funzione di vigilanza sui flussi creditizi, e soprattutto perché – attraverso i suoi uffici studi, dai quali emergono dati discordanti con quelli dell’ABI – precisi l’entità degli impieghi nell’ultimo anno; al Ministro dell’Economia, perché attivi un tavolo permanente di confronto fra Governo, ABI, Bankitalia e principali istituti di credito operanti in Italia; al ministro dell’Interno, perché, con gli adattamenti necessari, riattivi gli Osservatori del credito, al fine di affrontare casi specifici di affidamento illogicamente rifiutato.

 

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