Non si sblocca la situazione degli addetti alle pulizie nelle scuole della provincia di Lecce: 400 famiglie costrette a vivere quasi di stenti con metà stipendio (o meno) versato in ritardo dall’azienda Intini Source di Noci.

Mentre si ripete il rimpallo di responsabilità tra Miles, titolare dell’appalto ministeriale, e Intini che dichiara di vantare un credito pregresso di 11 milioni di euro dal consorzio (più altri 4 milioni), i lavoratori e il sindacato Uiltucs Uil sono tornati a protestare in Prefettura a Lecce.
“I delegati sindacali sono stati accolti dal capo di gabinetto Guido Aprea, cui abbiamo esposto la situazione ben documentata, ormai, da un tomo di carte. – spiega la segretaria provinciale Uiltucs Antonella Perrone – Anche oggi abbiamo sollecitato la convocazione di un tavolo tecnico, alla presenza del consorzio e dell’azienda, per inchiodarle all’assunzione di impegni precisi sul futuro di queste famiglie”.
Secondo Uiltucs, anche il Ministero della Pubblica Istruzione non è esente da responsabilità nei confronti di una situazione che si presenta particolarmente drammatica nel Salento dove tocca centinaia di famiglie. E che “risulta quasi assurda in presenza di un appalto blindato, come quello ministeriale”, sottolinea la segretaria Perrone.
La prassi degli acconti che prosegue, indisturbata, da mesi ha legato le mani ai lavoratori che non possono neppure accedere alle vie legali: “Se non si raggiungono i due mesi totali di stipendio arretrato, per legge non si può procedere con i decreti ingiuntivi di pagamento”, aggiunge la rappresentante provinciale Uiltucs.
L’incontro con le delegazioni sindacali si è concluso con l’impegno ad una nuova convocazione delle parti, aziende comprese, entro la fine della prossima settimana.

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