Quella che ci viene segnalata sempre piu’ spesso – afferma Alessandro Gallucci, legale Aduc –  e’ una pratica, pare, in voga tra molti venditori di contratti energetici. Molte addetti di queste societa’ usano uno stratagemma davvero pernicioso per avvicinare quanto piu’ possibile il potenziale cliente.

Pare, infatti, che soprattutto nelle ore centrali della mattina, questi operatori suonino al citofono condominiale fino alla risposta di qualcuno. Al classico “Chi e’?”, queste persone rispondono con il ben piu’ classico “posta!”. Ma del postino nemmeno l’ombra. Inizia cosi’ una processione a tutti i campanelli delle singole abitazioni dove, a quel punto, l’addetto alle vendite getta la maschera ed il malcapitato, apra o non apra la porta, e’ costretto a sentirsi dire le solite amenita’ del genere: “ma come non vuole risparmiare, la nostra offerta e’ irrinunciabile”. Non c’e’ che dire: un comportamento inqualificabilmente grave! Ricordiamo che l’art. 614 del codice penale punisce la violazione di domicilio, con la reclusione fino a tre anni, anche quando ci si introduce con l’inganno nell’abitazione altrui, in un altro luogo di privata dimora, o nelle appartenenze di essi. In sostanza chiunque subisce un simile raggiro puo’ senza dubbio chiamare la polizia per sporgere querela, anche contro ignoti laddove non si riesca a identificare l’operatore. La speranza e’ che si tratti dell’iniziativa isolata di qualche venditore e/o venditrice furbastro e non di una strategia commerciale delle societa’ di energia elettrica. Un paio d’anni fa segnalammo lo stesso trucco utilizzato dai venditori telefonici; il malvezzo s’estende. Vigileremo e non esiteremo ad investire del problema tutte le autorita’ competenti laddove ci fosse segnalata la continuazione di questa pratica.

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