“Sono una voce fuori dal coro della maggioranza di governo che rappresento, solo perché non tollero che ai cittadini sia riservato un diverso trattamento”. Alla conferenza stampa tenuta questa mattina all’hotel Patria dal consigliere Gigi Rizzo

, è stato illustrato l’iter seguito dall’amministrazione per attuare il condono Tosap, la tassa per l’occupazione degli spazi pubblici, affissioni e cartellonistica.

“Sono sdegnato per l’ennesima dimostrazione della condotta ambigua dell’assessore al Bilancio, Monosi. Circa tre mesi fa, in Commissione Bilancio, un gruppo di consiglieri di maggioranza chiedevano ed ottenevano di anteporre la discussione sulla riapertura dei termini del condono Tosap, a quella sul Bilancio Consuntivo. All’interno della suddetta delibera Tosap, era contenuta una sorta di “sanatoria” per coloro i quali non avevano pagato i diritti di pubblicità, cartellonistica ed affissione. L’urgenza per la quale chiedevano di esaminare la riapertura dei termini del condono, era motivata dalla “morosità” di alcuni commercianti ambulanti all’interno di piazza Libertini che, per tale morosità, non avrebbero potuto partecipare all’assegnazione delle postazioni del nuovo mercato rionale in zona “Settelacquare”. A distanza di qualche tempo, Rizzo ha verificato che del condono ne avrebbe usufruito anche la Sgm, società partecipata al 51per cento dal Comune. La stessa società che era debitrice, attraverso un accertamento Dogre, di 2 milioni e mezzo di euro, pagando solo 1 milione e 140mila euro.
Sempre dalla Dogre, il Presidente Rizzo apprendeva che era stato emesso, nei confronti della stessa Sgm, nuovo accertamento per 1 milione 200mila euro per gli anni 2008, 2009, 2010, 2011.
Ancora una volta, quindi, secondo Rizzo, dietro il paventato aiuto ai più bisognosi, cioè gli operatori morosi del mercato di Piazza Libertini, l’Assessore Monosi, di fatto, agevolava la Sgm rischiando di non incassare notevoli ulteriori somme.
Alla luce di tale convinzione, Rizzo ha chiesto a Monosi di emendare il regolamento ponendo quale tetto massimo per le liti pendenti rientranti nella possibilità di condono, 50mila euro.
In Consiglio, però, il colpo di scena, con il parere sfavorevole all’emendamento Rizzo, posto dal neo nominato dirigente dell’Ufficio Tributi, Dott. Errico, nominato da Monosi dopo le dimissioni di Capoccia, ed il conseguente voto contrario della maggioranza.
La motivazione del parere sfavorevole del dirigente è che “la determinazione immotivata del limite di euro 50.000,00 potrebbe delineare discriminazioni tra i cittadini”, nonostante anche il Decreto Monti ha “normato” la chiusura delle liti pendenti, tra Agenzia delle Entrate e Cittadini, solo per le liti pendenti di importo inferiore ai 20.000,00 euro, smentendo di fatto il parere posto dal neo dirigente.
“Abbiamo assistito all’ennesima ambiguità dell’amministrazione – ha chiosato Rizzo  – persino il dirigente Errico ha  ritenuto inaccettabile l’emendamento, e la Dirigente dell’Ufficio Legale, De salvo, che fungeva da Segretario, non lo ha smentito, per non parlare degli interventi di alcuni colleghi di maggioranza, mirati a smontare la mia teoria. Ancora una volta, oltre un milione di euro andranno a discapito della collettività, mentre Monosi per quadrare il Bilancio, continua a vendere beni immobili che non dovrebbe, in quanto strumentali dell’Ente, come l’Ufficio Tributi, la Lupiae, l’Annona ecc, senza che “nessuno” lo fermi.”

 

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