“allo specchio”: guardarsi allo specchio non per compiacerci come Narciso, ma per conoscerciosservandoci; per ipotizzare motivi alla base dei comportamenti e delle modalità con cui ci poniamo in relazione con gli altri, con noi stessi, con gli oggetti; per comprendere il senso di alcuni modi di dire, di gesti e mimiche che esprimiamo, di posture che assumiamo.

La fluiditàdi pensiero

La fluidità di pensiero è – pare ovvio – una capacità intellettiva, in particolare una delle capacità del pensiero divergente, che è alla base della creatività ( ne abbiamo parlato in un articolo del 9 ottobre scorso).   Si tratta della capacità di produrre tante risposte, senza inibizioni di pensiero; dunque la capacità di lasciare libero il pensiero nel tentativo di dare molte risposte a uno stimolo, di risolvere un problema o affrontare una situazione problematica ipotizzando molte soluzioni. Questo “molte”, che ho ripetuto, è fondamentale: si può concludere che la fluidità è una capacità di produzione che si esprime quantitativamente.
So cosa sta pensando qualche lettore, e lo assecondo subito e dico: è vero, c’è un rischio, il rischio di dire fesserie, cose senza senso, superficiali, banali. Però dico pure che c’è del positivo, e anche chi mi crede non ha nemmeno l’idea di quanto possa essere positivo e di cosa significhi essere fluido di pensiero e di risposte; non può immaginare cosa c’è o non c’è dentro di noi se siamo capaci o incapaci di fluidità di pensiero.
Per questo scriverò più di un “pezzo” e arriverò a illustrare quali sono i blocchi emotivi che inibiscono la fluidità.
Conviene intanto spiegare meglio cosa è la fluidità. Faccio un esempio e immagino una situazione e un tale che mi crea problemi, un po’ come faccio io con voi.

Questo tale michiede: – A cosa serve la penna? –
E io rispondo prontamente: – A scrivere ( ovviamente includendo tutte le azioni simili allo scrivere) -. 
Allora questo tale fa: – Giusto! E’ una sola risposta, ed è una risposta convergente proprio perché è la sola risposta logica che spiega perché è stata inventata la penna -.
E questo tale poi continua ( e già io comincio a rompermi le palle perché la gente che fa il maestro mi dà ai nervi, comunque lo lascio parlare), continua in questo modo:
-Ma se ti dico: stai attento, Maurizio! Immagina che ci sia un “può”, e cioè che la domanda sia: a cosa “può” servire la penna?
Io sto zitto, perché non mi piacciono i professori, perché non so dove vuole andare a parare. Insomma mi sta disorientando e questo mi fa incazzare.
Allora lui afferra il mio stato d’animo ( non è un cretino a quanto pare), nota in me un leggero disorientamento e cambia tono. Propone:
– Tanto per ragionare. E’ poco più di un gioco. Guarda bene questo oggetto, che nella fattispecie è una penna, e dimmi a cosa può servire.
Allora la parola “oggetto” mi illumina di luce nuova la domanda, il mio cervello si snebbia, si libera della penna, e questo tale di colpo non mi è più antipatico. Per miracolo io non vedo più la penna come una penna. Nella mia testa svanisce la funzione specifica della penna, e io mi lascio andare e comincio:
– Può servire come arma, se tu mi aggredisci te la ficco in unocchio ( qualche minuto prima l’avrei fatto). Può servire come unità di misura. Quel mobile è più alto di quell’altro sia pure di poco, vuoi vedere? Ecco! infatti il primo è alto dieci penne, il secondo nove penne e mezza. Ho una capigliatura folta e lunga e il vento me la rende fastidiosa, forsese uso la penna come asticciola riesco a imbrigliare un poco questi capelli. Se tolgo la carica interna con l’inchiostro di questa penna BIC, e svuoto così l’involucro, posso utilizzare questa parte come un minuscolo recipiente, un tubicino da riempire di essenza di profumo. No scusa, continuo a dire io, sto uscendo fuori tema, perché in questo caso trasformo l’oggetto -.
– No no,si sbriga a dire lui, va bene ugualmente, non ha importanza. E’ vero che esci fuori tema, ma ciò che importa è che il tuo pensiero è libero, spazia in ogni dimensione, e ti permette di vedere tutti gli aspetti di questo oggetto, che nella fattispecie sappiamo essere  una penna.
– E allora?!- Esclamo io, a questo punto sinceramente incuriosito.
E il tale: – Questa è la fluidità di pensiero -. E se ne va.

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