Più di 37milioni di euro per le piccole imprese che hanno voglia di crescere.
Ha il sapore di una sfida lanciata alle aziende di piccole dimensioni il nuovo regolamento varato dalla Giunta regionale (con delibera n. 230 del 14 febbraio 2012), ma è soprattutto – come ha detto il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola – la risposta pugliese al dibattito sull’articolo 18.

In uno scenario di infinite teorie sui tabù e sui diritti da togliere o da lasciare, la Regione Puglia risponde con uno strumento immediato e concreto che spinge le imprese a crescere. Per poter accedere all’incentivo, infatti, le aziende devono avere almeno 15 unità lavorative, dunque, nel caso in cui ne abbiano di meno, assumere lavoratori ed applicare, come prevede la legge, le tutele dell’articolo 18.
Per questo intervento, oggi esiste il regolamento regionale, ma l’avviso è pronto e dunque sarà pubblicato con ogni probabilità già il mese prossimo. Avrà un budget totale di 37.448.032 euro, di cui 50% a carico del FESR (Fondo europeo di Sviluppo regionale), il 35% coperto da fondi statali e il 15% sostenuto dalla Regione Puglia.
Ecco le novità.
Lo strumento del PIA (Programmi integrati di agevolazione) viene esteso alle piccole imprese. Questa possibilità era già prevista da un regolamento precedente (il n. 4 del 24 marzo 2011), ma con le nuove norme si cambiano completamente le regole del gioco. Infatti all’incentivo potranno accedere molte più imprese di prima perché il fatturato medio degli ultimi tre esercizi viene abbassato da 3milioni a 2,5 mentre le unità lavorative dell’azienda passano dalle 20 richieste prima alle 15 di oggi. A fare la differenza interviene poi un’altra trasformazione: il regolamento, che prima prevedeva un periodo di accesso limitato da una scadenza e con una graduatoria finale, con le modifiche di oggi, trasforma il bando in uno strumento a sportello, dunque sempre attivo, finché ci sono le risorse.
Vuol dire che le aziende che nella loro vita produttiva hanno già approvato tre bilanci e adesso hanno voglia di uscire dalla categoria della piccola impresa, oggi possono fare davvero il salto di qualità perché la Regione le aiuta con un incentivo potente che per di più guarda ad uno sviluppo integrato dell’azienda. Il PIA infatti è un programma industriale che integra investimenti in “attivi materiali”, cioè opere murarie, acquisto di suolo, macchinari, impianti e attrezzature, con progetti di ricerca e innovazione.
L’investimento dell’azienda deve essere compreso tra 1milione e 10milioni di euro. Le imprese potranno realizzare nuove unità produttive, ampliare quelle esistenti, diversificare la produzione, cambiare i processi produttivi, investire in ricerca industriale e sviluppo sperimentale, acquisire servizi di consulenza, partecipare alle fiere, disporre di personale altamente qualificato, acquisire servizi per l’innovazione.
“Tra le sfide che abbiamo lanciato alle imprese in questi anni – ha detto la vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone – questa è forse la più ambiziosa. Spingiamo le piccole imprese (che devono avere per definizione da 10 a 49 dipendenti ed un fatturato che non superi i 10 milioni di euro), a dotarsi almeno di 15 unità lavorative e ad investire per la propria crescita minimo 1milione di euro. Questo significa che le stiamo spingendo a crescere. Se vogliono approfittare dei vantaggi di questo incentivo, le aziende devono assumere e investire sia in strumenti che in ricerca. Così le accompagniamo in una crescita dimensionale che può portare le più capaci e dinamiche a passare al gradino successivo, quello di media impresa. Questa strategia fa avanzare la Puglia nell’innovazione, nella competitività e soprattutto nell’occupazione”.