Adesso ci si mette pure il Novara che, superando l’Inter a S.Siro, rientra a pieno diritto nella gara salvezza; ecco perchè il pareggio del Lecce a Bergamo resta un passettino che non altera le prospettive dei giallorossi.

La partita di Bergamo non è il racconto di cose straordinarie, anzi; ma è d’obbligo raccontarla:
Ma quanto corre questa Atalanta data un po’ da tutti in debito di ossigeno a causa della gran rincorsa del girone d’andata! Il Lecce ne risulta alquanto sorpreso e pertanto Cosmi si sgola per svegliare i suoi ragazzi dai quali pretende maggior presenza, perchè l’Atalanta si fa anche minacciosa praticando un buon calcio con rapidità e precisione di scambi. Lecce in soggezione, balbettante dal centrocampo in su, impressionante il numero di palle perse o indirizzate a nessuno. Nel frattempo i nerazzurri girano che è un piacere e con Marilungo colpiscono un palo; ne colpisce un altro Peluso, il Lecce assiste quasi inerme ricorrendo a qualche fallo di troppo; per la cronaca, a fine gara, se ne conteranno 18 contro gli 8 dei bergamaschi.
I numeri del primo tempo dicono che il Lecce non ha mai tirato nello specchio della porta avversaria, e che l’Atalanta ha giocato con una certa costanza nella metà campo giallorossa, la qual cosa non ha però modificato il risultato ancora inchiodato allo zero a zero.
In avvio di ripresa inizia la girandola delle sostituzioni: esce Lucchini, esce Esposito, fuori anche Bojinov, spazio all’esordiente Di Matteo e a Muriel; l’Atalanta rallenta il ritmo, il Lecce cresce, fiuta la possibilità di architettare il colpaccio, Cuadrado avanza di una decina di metri il suo raggio d’azione, la manovra se ne avvantaggia e tuttavia la partita potrebbe passare alla storia più per gli errori e le imprecisioni di entrambe le squadre che per le preziosità.
Alla mezzora l’Atalanta reclama un calcio di rigore per fallo di Blasi su Denis; il signor Gervasoni ammonisce i . . . . . . “protestanti”. Lo zero a zero sembra non dispiacere a Cosmi che a cinque minuti dal termine richiama in panca Di Michele sostituendolo con Bertolacci che si piazza alle spalle di un Muriel fumoso ed egoista. Il risultato finale è ad occhiali, zero a zero: Quanto serve al Lecce? Un po’, certo; ma cercare il bottino pieno con un atteggiamento più deciso e lucido avrebbe appagato maggiormente le aspettative dei tifosi!