Avrebbe aggiunto punti in graduatoria alla moglie per farle ottenere supplenze nelle scuole medie e superiori. E’ iniziato in mattinata il processo con rito abbreviato a Domenico Craca, 58enne leccese, funzionario del provveditorato, all’epoca addetto al reclutamento del personale

docente, ora imputato con l’accusa di abuso d’ufficio e falsità ideologica.

Decine e decine gli esposti anonimi giunti in procura. Tutti di docenti che ritenevano di essere stati ingiustamente scavalcati nella graduatoria per l’assegnazione di incarichi temporanei nelle scuole secondarie di primo e secondo grado. La matassa è stata difficile da sbrogliare per il sostituto procuratore Stefania Mininni, a cui fu affidato il fascicolo d’inchiesta, originariamente aperto dal pm Marco D’Agostino.

In pratica Craca, non solo avrebbe omesso di astenersi dall’incarico in presenza dell’interesse di un congiunto, ma avrebbe attribuito impropriamente in graduatoria 6 punti in più alla moglie, anche lei insegnante, per permetterle di ottenere gli incarichi, a discapito di quanti li avrebbero meritati prima di lei. Il tutto a partire dall’anno scolastico 2004- 2005, con un punteggi progressivamente superiori negli anni a seguire.

L’uomo, assistito dagli avvocati Luigi Rella e Fabrizio Pisanello, nelle scorse ore si è presentato davanti al gup Carlo Cazzella. Oggi è’ stata ascoltata la testimonianza di una collega dell’imputato. La posizione della moglie, inizialmente accusata di concorso materiale in falsità ideologica, è già stata archiviata.

L’udienza proseguirà il 15 marzo prossimo.

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