Teresa Bellanova (foto A. Castelluzzo)Il deputato Pd salentino, onorevole Teresa Bellanova, plaude “all’ottimo lavoro svolto dalla Direzione Territoriale del Lavoro di concerto con i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro” nel denunciare lo sfruttamento per conto di un noto marchio del Made in Italy

In una fabbrica che produce, in conto terzi, per un grande marchio del Made in Italy, qual è Gucci, non è tollerabile che si riscontri la situazione denunciata dagli organi ispettivi. Responsabilità vorrebbe che il lavoro affidato alle aziende façoniste venisse monitorato per l’intera filiera, ciò se si vuole evitare che i manufatti prodotti in un contesto di illegalità, lavoro nero e frode nei confronti dello Stato arrivino comunque ad essere esposti nelle cosiddette vie del lusso. Proprio in merito a questo tema qualche mese addietro, in seno parlamentare, ho anche proposto la necessità improrogabile di un’indagine sul contoterzismo in Italia utile a monitorare la cosiddetta catena del “valore”. A dichiararlo in una nota è l’onorevole Bellanova, componente della Commissione lavoro della Camera.

“Continuo a pensare che l’unico modo utile per spezzare a monte questo circuito passi attraverso l’affermazione di una cultura della legalità che deve inderogabilmente interessare tutti i livelli della produzione, accompagnata da una maggiore assunzione di responsabilità da parte delle grandi imprese committenti, delle fabbriche che lavorano in conto terzi e della politica che deve dare avvio ad azioni concrete con scelte di campo solide. Ciò per tutelare in primis tutte quelle persone che in questo momento di crisi, pur di portare “qualcosa a casa”, sono esposte al deplorevole ricatto del lavoro irregolare ed al contempo evitare un danno enorme sia all’immagine dei grandi marchi del Made in Italy che all’intero territorio italiano e salentino, fatto di tante imprese che nonostante enormi sacrifici lavorano attenendosi alle disposizioni di legge”.

 

 

 

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