Misterioso incendio notturno in via Galatone a Gallipoli. Le fiamme hanno avvolto il furgone Renault Kangoo di proprietà della nipote 21enne di Giuseppe Barba, uno degli imputati nel processo al clan Padovano.

L’ incendio si è sviluppato per cause ancora sconosciute ed è avvenuto intorno alle 3. Sul posto si sono precipitate le squadre dei vigili del fuoco del distaccamento locale, che hanno provveduto a spegnere il rogo. Il mezzo è andato praticamente distrutto: l’abitacolo è completamente incenerito, il motore seriamente danneggiato. Le fiamme sono state spente prima che potessero intaccare anche la cella frigorifera del Kangoo, utilizzato dalla ditta di prodotti ittici, di proprietà di Marco Barba, 66enne, del posto. Danni anche all’insegna nel negozio di animali “Aladdin”, scioltasi per il calore delle fiamme, ad una Ford Fiesta parcheggiata nelle vicinanze, lambita dalle lingue di fuoco che hanno lievemente danneggiato il paraurti e uno specchietto laterale, e infine al bancone dell’abitazione che si trovava dove era parcheggiato il mezzo, annerito dalle fiamme.

Durante il sopralluogo di vigili del fuoco e polizia, non sarebbe stata trovata una chiara traccia che attribuisca l’incendio ad una matrice dolosa. Tuttavia, resta la pista maggiormente battuta dagli investigatori, che stanno valutando la possibilità di acquisire i filmati di qualche telecamera in zona, che potrebbe avere inquadrato gli eventuali autori.

Poco distante dal luogo dell’incendio, in via Trieste, abitano i genitori di Giuseppe Barba, l’uomo che, nel processo Padovano, ha raccontato al PM alcuni retroscena della malavita gallipolina, assumendo la veste di dichiarante. Nell’aula bunker, dove si sono tenute le udienze del processo per l’omicidio di Salvatore Padovano, alias Nino Bomba, i malumori degli altri imputati sarebbero emersi quando il gallipolino avrebbe fatto il suo ingresso scortato dagli agenti, prendendo posto affianco al magistrato inquirente. Nelle scorse settimane, inoltre, qualcuno aveva inviato all’abitazione di Giuseppe Barba una lettera, con chiare minacce di morte rivolte alla moglie e al figlio.

 

 

 

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