Non è un verdetto definitivo, ma si ha fondato motivo di immaginare che, alla luce dei risultati di questa giornata, la lotta salvezza sia una questione a due tra Siena e Lecce visto che il Novara ha un piede e mezzo in “B” ed il Cesena almeno uno.

Un  Lecce sostanzioso, ben saldo in difesa e a centrocampo, ancora una volta terribile con Muriel e Cuadrado, conquista tre fondamentali punti a Cagliari.
Si gioca in uno stadio surreale: due settori chiusi al pubblico dalle autorità ed altri due chiusi dal pubblico contestatore contro l’immobilismo di chi, quello stadio, dovrebbe renderlo frequentabile e dignitoso! Il Lecce si schiera con il consueto 3-5-2, all’occorrenza variabile in 5-3-1-1. La partita si avvia ad elevata intensità sollecitata dalle due squadre propense al gioco più che alla cautela tattica; il Cagliari cerca e spesso trova lo sfondamento sulla sua corsia sinistra (manca Cossu specialista nei repentini cambi di settore), il Lecce cerca  e talvolta trova le percussioni sull’asse centrale con Muriel sovente ispirato dai tagli verticali di Giacomazzi e Di Michele. Ma è il Cagliari a guadagnare campo e a costringere i giallorossi alla prudenza; Giacomazzi, Brivio e Cuadrado ne risultano appiattiti sui tre di difesa; Di Michele è perciò costretto ad arretrare per saldare il vuoto tra Muriel e chi dovrebbe rifornirlo. Il lavoro di Benassi è di ordinaria amministrazione, qualche conclusione velleitaria dalla media distanza, Agazzi fa l’eremita indisturbato.
La difesa giallorossa  regge bene nonostante si trovi molto spesso sotto pressione. Murtiel geniale nell’appoggio volante a Di Michele al 30°: smarcato magistralmente a centroarea dal colombiano, re David spedisce la palla clamorosamente oltre il palo. Ibarbo semina il panico; sulle sue accelerazioni il Cagliari minaccia la porta di Benassi protetto da un Carrozzieri diga e da qualche provvidenziale ribattuta salvifica. Il Lecce è si attento, ma l’iniziativa, per quel che vale, è prevalentemente dei rossoblù isolani ai quali diffetta soltanto la stoccata risolutiva.
Ma Muriel è sempre in agguato; una faina nel pollaio incustodito: ad un minuto dallo scoccare dell’intevallo, ben lanciato da Giacomazzi, brucia in velocità Canini, punta Agazzi e lo batte di interno destro sul secondo palo. Si va alla sosta con il Lecce in vantaggio per uno a zero.
Tre minuti ed il Cagliari agguanta il pareggio con Larrivey su calcio di rigore che origina da un cross teso da destra su cui sembra ci sia un braccio di Miglionico all’interno dell’area. Ancora due minuti ed il lecce vacilla paurosamente per un palo e conseguente furibondo batti e ribatti in un modo o nell’altro respinto.
Al 16° Cuadrado batte alla sua maniera un fallo laterale; palla lunga, in piena area, addomesticata da Muriel a beneficio di Bertolacci pronto alla mezza girata che non lascia scampo ad Agazzi: Lecce di nuovo avanti. A custodire il nuovo vantaggio ci pensa al 20° Benassi quando Larrivey, pescato a qualche metro dalla porta, gira di testa esaltando la reattività del portiere giallorosso.
Al 31° Giandonato sostituisce Bertolacci (più avanti entrerà anche Esposito) rilevandone posizione e compiti; tatticamente non cambia niente. Non è il pomeriggio di Di Michele: smarcato genialmente al limite dell’area, libero da marcatura, non riesce ad inquadrare la porta e dunque non chiude la partita che vive ancora di qualche sussulto prima che l’arbitro ordini la chiusura.
Il Lecce tiene dunque sotto tiro il Siena e si prepara ad un’altra partita, ancora una volta decisiva!

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