Foto Antonio CastelluzzoLe proposte di Confindustria meritano apprezzamento quale contributo di merito per affrontare una fase che vede il nostro territorio impegnato a fronteggiare una dura congiuntura economica e nella quale l’attenzione delle Istituzioni e della stessa Confindustria

, come di tutti gli altri soggetti del partenariato sociale, dovrebbe estendersi anche agli altri settori trainanti della nostra industria e, cioè, meccanica, agroalimentare, legno-mobilio, Ict e costruzioni con le loro filiere di supply chain di varia estensione.
Il Salento vanta tuttora in essi presenze di assoluto prestigio a livello nazionale che sono ormai parti integranti e competitive dei rispettivi comparti, in cui con l’ausilio anche dell’Università potrebbero crescere ulteriormente.

Tra le proposte avanzate da Confindustria alcune, poi, meritano immediatamente un approfondimento e un rilancio. Sulle altre tornerò nei prossimi giorni in modo tale da avviare un proficuo confronto su temi che sono fondamentali per la città, la Provincia e tutta la Regione, e che possono aver seguito anche in un’iniziativa di discussione puntuale tra tutti i soggetti interessati che propongo al Presidente di Confindustria di fissare e condividere a breve.

La prima questione, certamente tra le più rilevanti tra quelle trattate, è l’interesse manifestato da Confindustria verso lo scalo di Surbo. Valuto tale interesse sostenuto, evidentemente, anche da una prospettiva di investimento privato particolarmente rilevante in questo momento. E’ in corso, infatti, la sottoscrizione di un Accordo di Programma tra Ministero dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture, Ministero dell’Ambiente, Regione Puglia, Autorità Portuale di Taranto ed Ever Green per la realizzazione di una grande Piattaforma Logistica Mediterranea a Taranto. Reputo questa iniziativa molto interessante anche per tutta la provincia di Lecce ove si coordini con lo scalo l’idea di una vera piattaforma logistica funzionalmente integrata con le politiche nazionali e regionali in materia di trasporti. In tal caso, infatti, il collegamento dello scalo di Surbo – Piattaforma Logistica integrata con il distripark di Taranto potrebbe aprire uno scenario completamente nuovo per la provincia nei rapporti con la dorsale tirrenica e con gli scambi con il Medio Oriente.

La provincia di Lecce, inoltre, avrebbe finalmente la possibilità di contare, per il trasporto delle merci, su una piattaforma efficiente e collegata a livello nazionale ed internazionale che, fino ad ora, non ha mai avuto, e che ha visto tramontare con il declino dello stesso scalo di Surbo. Ricordiamo che la costruzione dello scalo di Surbo delle Ferrovie costò, a suo tempo, 100 miliardi di vecchie lire e tale infrastruttura è rimasta tuttora sottoutilizzata. E’ opportuno ricordare, peraltro, che dalla seconda metà degli anni Novanta si discusse a lungo della realizzazione di un Interporto ionico-salentino, articolato in rete fra Brindisi e Lecce e si arrivò anche presso la Regione alla valutazione comparativa fra lo studio di fattibilità presentato per l’area di Brindisi, quale perno centrale della struttura, dalle sue Istituzioni locali, e l’altro presentato per quella stessa area dalla società che, invece, faceva capo a soggetti del nostro territorio.

Oggi, dunque, occorre una nuova ipotesi di rilancio collegata non più all’idea interportuale ma alla piattaforma logistica funzionalmente integrata con quella di Taranto, città che è sede centrale del distretto regionale della logistica e nella cui area dovrebbero partire a breve i lavori finanziati dal Cipe per il rilancio dello scalo portuale che è, com’è noto, porto hub nel Mediterraneo.

In tale prospettiva l’area di Surbo, punto strategico della rete, dovrebbe assumere il ruolo di nodo infrastrutturale forte e di raccordo con Brindisi e Taranto di tutto il flusso di beni e servizi prodotti nella grande area della Provincia di Lecce che, non dimentichiamolo, per valore aggiunto industriale totale rimane la seconda della Puglia dopo quella di Bari.
In tale prospettiva l’idea lanciata da Vito Margiotta di costruire un soggetto giuridico di gestione, mi pare molto più che interessante specie laddove si riesca ad attrarre in tale società di gestione insieme agli imprenditori locali anche istituti di credito ed imprese del comparto logistico italiane e straniere.

Possiamo aprire, insomma, in questi giorni un’importante attività di collaborazione per rilanciare uno scalo sostanzialmente abbandonato, ad oggi, dalle ferrovie e, invece, idoneo a rappresentare una prospettiva infrastrutturale intrigante e concreta come piattaforma logistica integrata Lecce-Taranto.