Foto Antonio CastelluzzoNeanche ventiquattrore di gloria per l’amministrazione comunale di Lecce e per il vicesindaco Garrisi il quale, anche in qualità di presidente dell’Ato Le 1, ha presentato proprio ieri il progetto della raccolta porta a porta con differenziata annessa. “Solo di progetto si tratta – ha replicato oggi Loredana Capone – non c’è nessun bando, al comune non sono in grado di fare programmazione”

 

“Annunci roboanti che non hanno contenuti, la verità è che sono fermi al progetto, manca il capitolato d’appalto. Stiamo parlando di chiacchiere, di fumo negli occhi dei leccesi”. E’ partita così, lapidaria la vicepresidente della regione Puglia e candidata del centrosinistra alle prossime amministrative, Loredana Capone, a proposito della raccolta rifiuti della città. Proprio ieri il vicesindaco Gianni Garrisi e il presidente della commissione ambiente del comune, Fernando Bonocore, hanno presentato il progetto di avvio alla raccolta differenziata porta a porta in tutti i quartieri leccesi, con la totale eliminazione dei cassonetti. Obiettivo: raccolta differenziata al 60 per cento. “Ci basterebbe la soglia minima prevista del 40 per cento per evitare ai leccesi la stangata dell’ecotassa – ha ribattuto la Capone – visto che ad oggi Lecce si attesta sul 16,70 per cento”.

Eppure, assicura la vicepresidente, la regione ha da tempo insistito sui comuni capoluogo in quanto più popolosi, e ha incentivato con finanziamenti diretti, ai quali si poteva accedere con “procedura negoziale” presentando semplicemente la programmazione idonea. La disponibilità per Lecce era di 1 milione e 760 mila euro per la raccolta nei quartieri, a fronte del milione già finanziato per la raccolta del centro storico, peraltro andata a buon fine. Il verbale d’incontro nel quale la regione invita alla “presentazione di proposte d’interventi per il potenziamento dei servizi di raccolta […] attraverso l’introduzione di metodi innovativi di raccolta differenziata integrata” è datato 23 settembre 2011, da quella data il comune di Lecce non ha presentato nessuna proposta, inoltre l’appalto per la raccolta dei rifiuti è scaduto nel 2010 e ad oggi si opera in regime di proroga. Intanto il comune ha un contenzioso aperto con le società “Ecotecnica, Ambiente e Sviluppo e Axa, ammonta a 22 milioni di euro, più otto milioni di transazioni, più 5 milioni di oneri vari. “Cifre astronomiche che graveranno sul groppone del comune e quindi dei cittadini per i prossimi sette anni, grazie alla gestione scellerata del settore rifiuti –  per la Capone – oltre all’inefficienza che questa amministrazione ha dimostrato nella stragrande maggioranza dei settori. Probabilmente gli interessi dei singoli sono preferibili alla programmazione a beneficio di tutti”. Un anno e mezzo di ritardo per l’avvio della raccolta differenziata in una città come Lecce per la Capone è inconcepibile, specie se paragonata ai paesi della provincia dove esistono realtà virtuose, non molte, con la differenziata oltre il 30 per cento.  Un altro rischio, a scapito della cittadinanza, è il tentativo di aggirare l’ostacolo dell’aumento della Tarsu per via dell’aumentato costo dell’appalto  presentare un programma di candidatura con le vecchie tariffe, rimandando la patata bollente alla prossima amministrazione.

Ma a stretto giro arriva in conferenza stampa la risposta dell’assessore all’Ambiente Gianni Garrisi:“Dopo le accuse avanzate dalla vicepresidente della Regione Puglia Loredana Capone sul progetto della raccolta differenziata giunge la replica dell’assessore all’Ambiente del Comune di Lecce, Gianni Garrisi.
Noto una differenza tra quando dichiarato in conferenza stampa e il comunicato predisposto a seguito della stessa. Nella conferenza stampa e ai microfoni delle tv e delle web tv il candidato sindaco e vicepresidente della Regione. Puglia, Loredana Capone ha detto bugie clamorose che si è guardata bene dal riportare nel successivo comunicato stampa. Solo oralmente ha avuto l’ardire di sostenere che il nuovo bando per la raccolta e lo spazzamento di rifiuti nella città di Lecce con il sistema porta a porta  ‘spinto’ è uno spot elettorale privo di atti e documenti e di iniziative concrete.
La verità è invece che il progetto, i capitolati e i disciplinari sono allegati  alla delibera del 30 dicembre 2011 dell’Ato Lecce 1 ed alla delibera del 7 febbraio 2012 della giunta comunale di Lecce; atti regolarmente pubblicati e quindi disponibili dalle rispettive date per tutti.
Non è poi affatto vero che il Comune di Lecce nonostante il sostegno finanziario della Regione Puglia da oltre un anno faccia melina sul nuovo appalto dei rifiuti. La melina l’ha fatta invece la Regione Puglia che ha disciplinato il finanziamento richiesto in data 24 febbraio 2009 dal Comune di Lecce solo alla fine del 2011. E questo perché, tra tutti i capoluoghi di provincia pugliesi, a cui il bando regionale destinava complessivamente 15 milioni di euro, solo Lecce aveva ottenuto l’approvazione regionale del progetto in questione; sicché la Regione decise di riaprire i termini per consentire alle altre città capoluogo di provincia di presentare progetti analoghi.
Ne è derivato che il progetto del Comune di Lecce, dichiarato ammesso a finanziamento per la somma di euro 7 milioni 200mila, all’esito del procedimento riaperto dalla Regione, ha ottenuto solo la somma di 3 milioni 750mila euro e peraltro con grave ritardo.
Le accuse di inerzie, ritardi e inefficienze vanno dunque rispedite al mittente.
Le uniche responsabilità sono da imputare alla Regione Puglia.
Ad ogni buon conto, attualmente il bando per la gara d’appalto è pronto ed è in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Europea. 
Il candidato sindaco Loredana Capone, inoltre, spaventa i cittadini leccesi affermando che questi ritardi provocheranno l’addebito di ulteriori costi di ecotassa che dovranno pagare i cittadini dimenticando di dire che l’ecotassa è stata stabilita da lei e dal presidente Vendola nella legge di Bilancio regionale 201, peraltro sulla quantità di rifiuti in ingresso nella piattaforma di trattamento e non per quelli che vanno in discarica, così come previsto dalla legge nazionale.
Credo che grazie alla Regione Puglia – che ha così voluto modificare demagogicamente la legge nazionale –  l’ecotassa dovranno pagarla tutti i cittadini pugliesi.
Stiano certi, invece, i cittadini leccesi che le percentuali di raccolta differenziata attualmente raggiunte nel territorio comunale con l’aggiudicazione del nuovo servizio di raccolta dei rifiuti saranno largamente implementate con il raggiungimento di percentuali consone al decoro e all’immagine della città.
Certo se la Regione Puglia realizzasse gli impianti di compostaggio e gli impianti per la raccolta differenziata o almeno li finanziasse, come suo dovere, la percentuale di rifiuti indifferenziati scenderebbe di cifre a doppio zero.”

 

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