Foto Antonio CastelluzzoI primi soldi sono quelli di una fondazione americana. 200Mila euro per iniziare a investire sul restauro dell’Abbazia di Cerrate, i cui lavori partiranno entro l’anno. Si è tenuto stamattina il primo sopralluogo ufficiale del Fai, che si è aggiudicato la concessione trentennale del bene, partecipando al bando

della Provincia di Lecce. Marco Magnifico, il vicepresidente del Fondo, è stato chiaro: “i tempi dipenderanno dalla nostra capacità di raccogliere i 4milioni di euro necessari per il recupero. Da ora inizierà il nostro pellegrinaggio nei vari enti, imprese, presso i cittadini italiani e stranieri. Un’attività di found raising, di raccolta fondi, indispensabile. Le prime risposte ci sono già e arrivano dagli Stati Uniti”. L’idea è quella di non intervenire pesantemente sull’immobile. Anzi, “alla fine non noterete quasi nulla di diverso”, aggiunge Magnifico.

Dovranno parlare le pietre di Cerrate, il suo spirito, la sua storia, quella di un monastero del dodicesimo secolo, su cui si è innestata una masseria agricola, di cui resta traccia soprattutto nei due frantoi ipogei. Di sicuro il Fai si dev’essere innamorato di Cerrate, se è stato il primo bene acquistato in Puglia e sarà anche il suo simbolo oltre Manica, nel Regno Unito.

Foto Antonio CastelluzzoNelle intenzioni del Fai, comunque, l’obiettivo è superare i 25mila visitatori l’anno che attualmente vivono l’Abbazia. Cercherà di farlo tramite l’apertura al pubblico del bene in occasione di piccoli ricevimenti, cerimonie e convegni, ma soprattutto grazie ad un “self cafè”, una caffetteria autogestita.

“Siamo ben felici della celerità con cui il Fai ha preso possesso dell’Abbazia e stia concretizzando i suoi progetti- dice la vicepresidente della Provincia, Simona Manca-. Il Fai, proprio per la sua storia vincente nella tutela dei beni artistici, è una garanzia. Ne siamo fortemente convinti: l’Abbazia di Cerrate sarà un punto di passaggio per chiunque transiterà nella nostra Regione”.