“Di mafia si è scritto” è il titolo di un ciclo di incontri organizzato dal Dipartimento di Studi Giuridici dell’Università del Salento a cura della professoressa Francesca Lamberti, ordinario di Diritto romano, del dottor Ubaldo Villani-Lubelli, assegnista di ricerca presso il Dipartimento

di Studi Giuridici, e del dottor Andrea Apollonio, esperto di temi legati alla criminalità organizzata, nel corso del quale verranno presentati libri sulla mafia con una particolare attenzione alla Puglia. I curatori del ciclo si sono posti lo scopo di tracciare una nuova geografia delle organizzazioni mafiose in Italia: da Cosa Nostra alla ‘Ndrangheta, dalla Sacra Corona unita alla “nuova” mafia garganica.

Primo incontro domani, 1 marzo 2012 alle ore 18 nella sala conferenze del Rettorato (piazza Tancredi 7, Lecce), con il Procuratore della Repubblica di Lucera Domenico Seccia, che presenterà il suo “La mafia innominabile”.
Domenico Seccia, originario di Barletta, è stato sostituto procuratore a Bari ed è Procuratore della Repubblica di Lucera. «Prepotente, aggressiva e sanguinosa»: così viene descritta la faida del Gargano nel suo libro “La mafia innominabile”. Un’organizzazione criminale che non trova categorie, e perciò “inqualificabile”, fatta di pastori del promontorio che fondano su ragioni arcaiche i loro metodi privi di qualsiasi tolleranza culminanti nella “lupara bianca”. I clan garganici nell’arco di 30 anni hanno provocato più di cento morti a noi conosciute pur di controllare geograficamente il traffico di droga e armi, attività molto redditizie e condivise con la “Società Foggiana”, una struttura delinquenziale legata alla Sacra Corona Unita.
Domenico Seccia inquadra senza pudore questo terribile panorama, poco popolare alla cronaca giornaliera delle testate, descrivendo la nascita da sempre “negata” della mafia garganica nei tranquilli scenari. La mafia descritta da Domenico Seccio è l’altra faccia del Gargano. Quella truce e violenta della faida-mafia venuta negli ultimi decenni sempre più prepotentemente alla ribalta. Una retaggio che viene da lontano e che si pone in netto contrasto con il Gargano risplendente e laborioso sviluppatosi sulla scia del turismo. Una forte realtà di progresso contro una cultura del male difficile da annientare.
Il valore aggiunto del libro “La mafia innominbile” è dato dal fatto che l’autore è un funzionario dello Stato impegnato in prima linea nella lotta a un fenomeno nato dalla più atavica attività delittuosa quale è stata quella del furto di animali, si è andato evolvendo passando attraverso il contrabbando per approdare al traffico e spaccio di stupefacenti. Una delinquenza avanzata che anche nelle aule giudiziarie, annota Seccia, si stentava a connotare come mafia. Un movimento innominabile, appunto. Un percorso complesso, tortuoso di morte e terrore che il Procuratore Seccia tratteggia ricordando fatti e sentenze che alla fine hanno dimostrato che anche sul Gargano la mafia ha preso piede favorita, purtroppo, da una malintesa cultura del silenzio.
Il messaggio che l’autore del libro vuole fare arrivare è quello tendente ad attivare la responsabile consapevolezza che si è di fronte non a una rituale faida tra pastori, bensì ad un cruento scontro di mafia. Una presa d’atto che ha prodotto il rafforzato impegno delle forze di polizia e della magistratura.

> I prossimi appuntamenti

I successivi tre incontri avranno come focus il Salento e la Calabria. Il 26 marzo Arturo Guastella e Nicolangelo Ghizzardi presenteranno “Taranto, tra pistole e ciminiere” e Andrea Apollonio presenterà “Cosa Nuova. Viaggio nei feudi della ‘Ndrangheta”. Entrambi gli incontri presso l’Auditorium del Museo Provinciale Sigismondo Castromediano. Il 27 aprile, infine, Rosario Tornesello presenterà “Tacco e tabacco” presso le Officine Cantelmo.
Gli ultimi due incontri del ciclo avranno un profilo più generale: il primo vedrà come protagonista Petra Reski. La giornalista tedesca e corrispondente del settimanale tedesco Die Zeit presenterà “Santa Mafia. Da Palermo a Duisburg” (9 maggio, sala conferenze del Rettorato). Al secondo incontro parteciperanno il magistrato Emanuele Crescenti e gli accademici siciliani Luigi Chiara e Giovanni Moschella, che presenteranno “Mafia e Legislazione Antimafia” (25 maggio, sala conferenze del Rettorato). Tutti gli incontri avranno inizio alle ore 18. Ogni incontro verrà introdotto e moderato da un docente del Dipartimento di Studi giuridici dell’Università del Salento.
“Di mafia si è scritto” ha l’obiettivo di porre all’attenzione di un pubblico non esclusivamente accademico il fenomeno mafioso, in modo da poter tracciare le direttrici di una rinascita collettiva, che deve necessariamente passare per il sapere e la conoscenza del fenomeno stesso. L’iniziativa s’inserisce in una più generale sensibilità dimostrata dall’Ateneo salentino verso il fenomeno mafioso tanto che la sua facoltà giuridica è stata tra le prime in Italia ad attivare l’insegnamento di “Legislazione antimafia”.

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