Venerdì 17 febbraio (ore 22.30), sul palco del “Triade”, lo statunitense Carvin Jones, uno dei migliori quaranta chitarristi al mondo secondo il mensile americano “Guitarist”, considerato la bibbia della chitarra, e definito da Eric Clapton “l’astro nascente del blues mondiale”. E non ha torto. Il texano ha cominciato a soli undici anni ad ascoltare B.B.King dai dischi del nonno e racconta: “mi ricordo come fosse oggi il giorno in cui mia nonna mi prese per mano e mi portò al negozio di strumenti musicali al centro di Lufkin per comperarmi la chitarra”.

L’ Italia lo ha “scoperto” nel 2001 quando Jones ha partecipato al festival blues di Pistoia, in cui offrì una straordinaria dimostrazione di potenza chitarristica, sulla scia di Hendrix e Vaughan, per un rockblues d’effetto. La Fender Stratocaster sembra un giocattolo tra le “manone” di questo fenomeno che ne estrae una quantità impressionante di suoni che ti sommergono come un’onda inarrestabile. Sabato 18 febbraio, appuntamento con i “Paipers”, non una semplice cover band ma uno spettacolo vero e proprio che catapulta lo spettatore nella magica atmosfera dei sixties: musica, abbigliamento, slang, tutto è anni ’60. La band prende il nome dallo storico club di Roma “Piper”, pista di lancio per nuovi talenti nell’Italia dinamica dei secondi anni ’60. Dopo due anni di intensi concerti in giro per l’Italia, nel corso del 2010 diventano ospiti fissi dei sabati dello Smaila’s Puglia e, a fine anno, partono per un minitour di una settimana a Sharm el Sheikh (Egitto). E’ la loro prima esperienza all’estero. A metà settembre partono per un tour in Inghilterra e suonano in alcuni tra i più prestigiosi clubs londinesi. Hanno all’attivo centinaia di concerti in poco più di tre anni di attività, merito anche dell’incontestabile originalità del progetto che li pone tra le band più ricercate nell’intero Sud Italia. I “Paipers” sono: Mr. Succo (voce), Mr. Pentola (chitarra), Mr. Christmas (batteria e basi).

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