Forse nessuno se lo aspettava e di certo il ricorso depositato oggi di fronte al Tar di Lecce apre il nuovo capitolo della guerra sulle internalizzazioni nella Asl di Lecce. Stavolta nella bufera non finisce il servizio di pulizie ma quello degli informatici, relativo al Cup e Ced.

Giovedì, 134 dipendenti delle ditte esterne dovrebbero essere passare alle dipendenze di Sanitaservice, la società propaggine dell’Azienda sanitaria. Ma i bastoni tra le ruote potrebbe metterli un’eventuale sospensiva del tribunale amministrativo. Questo infatti hanno chiesto cinque ricorrenti. Sono coloro che nel 1998 hanno partecipato al concorso indetto per la copertura di dieci posti di assistente amministrativo. La graduatoria venne approvata il 20 dicembre 2005 ed è stata utilizzata dalla Asl fino al ventiduesimo posto. A chiedere il riconoscimento del proprio interesse legittimo è, tra gli altri, il ventitreesimo arrivato. Il punto è se quella graduatoria possa essere considerata ancora valida. A questo interrogativo dovrà rispondere il Tar. La questione, d’altronde, si è aggrovigliata con l’ultimo decreto Milleproroghe, approvato alla Camera qualche giorno fa. Nella sua prima stesura, infatti, veniva a cadere la validità di quella graduatoria, perché la convalida rimaneva per tutte quelle pubbliche nate dopo la data del 31 dicembre 2005. L’ultima modifica al decreto, invece, l’ha fatta salva, anticipando il termine di validità al 30 settembre 2003. Se così è, chiedono i ricorrenti, perché non si assumono quei lavoratori che hanno superato il concorso piuttosto che assorbire i dipendenti delle società private? D’altronde, sostengono, con l’assunzione diretta si risparmierebbe l’iva al 22%, ottenendo un risparmio per le casse pubbliche. Insomma, la nuova tegola giudiziaria è arrivata sulla testa della Asl proprio il giorno prima della firma dei contratti per la nuova tornata di internalizzazioni. E se il Tar dovesse concedere la sospensiva e poi l’annullamento, allora sì, sarebbe una bella gatta da pelare.

 

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