Rapina impropria: è l’accusa che ha fatto scattare gli arresti domiciliari per una donna leccese di 38anni Caterina Pierri. Stando alla ricostruzione degli agenti della questura, la donna avrebbe rubato della merce nel tardo pomeriggio di ieri all’interno dei magazzini “ Oviesse” del Centrum

in via Giovanni Paolo II a Lecce, ma sarebbe stata vista dal personale addetto alla vigilanza che ha lanciato l’allarme. All’rrivo della volante, gli agenti hanno notato un’auto Nissan Micra di colore verde, con la portiera lato guida aperta ed una donna che concitatamente cercava di entrarvi, mentre due persone nelle vicinanze ,alla vista della volante, chiedevano gridando di fermare la conducente.
Gli agenti, scesi dall’autovettura di servizio, si avvicinavamo alla Nissan Micra constatando che a bordo vi era una signora capelli lunghi castano chiari, la quale alla richiesta di esibire un documento di identificazione, accennava ad accostarsi con l’autovettura per sgombrare l’incrocio e facendo finta di prendere il documento dall’interno della borsa, seguita a piedi dagli operanti in fase di manovra che erano di fianco allo sportello aperto, accelerava fulmineamente  dandosi a precipitosa fuga.
Nel contempo gli operanti risalivano a bordo della volante per inseguirla e per diramare le ricerche via radio, ma la signora  riusciva a far perdere le proprie tracce.
Un’ addetta alla vigilanza del negozio, riferiva che intorno alle ore 19,00 mentre svolgeva servizio di portierato presso l’”OVS” del  Centrum, passando davanti ai camerini, dove una delle commesse pochi istanti prima aveva provveduto a svuotare gli stessi degli oggetti lasciati all’interno, in uno di questi, notava una signora con capelli castano chiari, corporatura magra, che  aveva in mano una maglietta, della biancheria intima, un paio di pantofole del tipo ballerina di colore blu ed un paio di occhiali da vista  “Giaguard” di colore  azzurro con stecche e fodero multicolori ed al seguito aveva una borsa in tessuto,  chiaramente vuota, in quanto era schiacciata.
Mentre l’addetta alla sicurezza era ferma nelle vicinanze dei camerini a parlare con una commessa, notava la stessa signora che usciva dallo stesso camerino, con la sua borsa che si presentava rigonfia e non schiacciata come l’aveva vista in precedenza, inoltre non aveva a seguito la merce con la quale era entrata nel camerino.
Insospettita, entrava nel camerino e constatava che per terra accanto allo sgabello vi era una placca antitaccheggio ed un cartellino con codice a barre. A quel punto veniva richiesto l’intervento di personale della Polizia, mentre la signora, dirigendosi presso  gli accessori uomo, prendeva un foulard bicolore e strappava i due cartellini riportanti il codice a barre e,  avvicinatasi ad uno scaffale strappava  il sensor con codice a barra dagli occhiali che aveva in mano. Dal lato opposto del corridoio un altro addetto alla vigilanza si accorgeva di quanto stava accadendo, pertanto si portava verso l’uscita precedendo la predetta donna.
Sul luogo dove la donna era stata vista armeggiare con i capi di vestiario in vendita, venivano trovate due placche antitaccheggio, un sensor relativo ad un paio di occhiali,  due cartellini di biancheria intima da donna e un cartellino relativo ad un borsello e due cartellini inerenti un foulard. 
Durante la fuga dal negozio la donna faceva suonare il dispositivo antitaccheggio. Immediatamente fermata le veniva chiesto di pagare al merce che aveva asportato, ma la stessa si rifiutava sostenendo di non aver prelevato nulla. A quel punto le veniva esibita la merce di cui si era disfatta e la stessa, con fare arrogante e minaccioso, si rifiutava categoricamente di pagare  si allontanava dirigendosi verso al propria auto e, con una mossa repentina, vi saliva a bordo ed inserendo la retromarcia, urlava “ora vi metto sotto” quindi partiva urtando due addetti alla sicurezza, fermi dietro la sua auto, che riportavano rispettivamente un trauma al ginocchio destro ed alla mano destra e sinistra,uno e l’altro un trauma all’arto inferiore destro, come si evince da scheda paziente rilasciata da personale del 118 intervenuto sul posto. 
Nel frattempo la sala operativa informava gli agenti intervenuti che la donna, si era recata presso la Stazione Carabinieri di Lecce per sporgere denuncia poiché a suo dire  era stata accusata  ingiustamente di un furto presso l’Oviesse.
A seguito di ciò, la donna veniva condotta in Questura e sottoposta agli arresti domiciliari per rapina impropria. Presso questi Uffici, in presenza degli operanti, la P. C. inveiva contro gli addetti alla vigilanza dicendo di volergli pagare la merce che aveva rubato e minacciandoli che in caso contrario con settemila euro avrebbe fatto fuori le loro famiglie.

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