Foto Antonio CastelluzzoL’ultima volta si erano lasciati con un “O si cambia metodo o qui non ritorniamo più”. Ora sembra che qualcosa stia iniziando a cambiare. I sindaci salentini tornano a rinunirsi in Provincia per il tavolo sull’erosione costiera e le parole rimaste a lungo lettera morta

sono state messe nero su bianco in un protocollo ad hoc. Senza, però, non poche polemiche. In ballo, infatti, ci sono i 15milioni di euro che la Regione ha messo a disposizione. E per accedere ai finanziamenti è corsa contro il tempo e, soprattutto, a chi prima arriva. L’assessore alla gestione del territorio, Gianni Stefano, lo ha detto chiaramente: per accedere ai fondi bisogna che i 25 comuni rivieraschi sottoscrivino il protocollo d’intesa che via Capruzzi ha predisposto assieme a Provincia di Lecce, Autorità di Bacino e Arpa. Ai comuni spetterà sostenere interamente le spese di progettazione, dall’individuazione delle zone critiche, all’esecuzione dei rilievi, all’analisi di rocce e fondali, fino alla redazione dei progetti definitivi. Insomma, bisognerà arrivare già pronti, con tutte le carte in regola in Regione, a cui spetterà poi il cofinanziamento nella fase di cantierizzazione. Il punto serio è che non tutti i comuni, specie i più piccoli, hanno risorse tecniche ed economiche per supportare in solitaria questa delicatissima fase e potrebbero ritrovarsi punto e daccapo. Solo Otranto, per il momento, è già avanti con il piano antierosione, finanziato attraverso i fondi incassati con la tassa di soggiorno del 2011. E questo non è l’unico pomo della discordia. Il protocollo riguarda “progetti sperimentali di difesa delle coste basse” , rischiando di lasciare fuori dai giochi i comuni con le coste alte, presenti sul versante adriatico. In più, sarà una cabina di regia a coordinare le progettazioni e interloquire con Bari, una cabina, però, formata dal Presidente della Provincia, Antonio Gabellone, e dal sindaco di Lecce, solo lui. La levata di scudi di tutti gli altri già si prepara.

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