Domani scade l’ennesima proroga ma per i lavoratori Asl del servizio oncologico non c’è pace. Nessuna novità dalle istituzioni, nessuna proposta accettabile dalla Regione e loro tornano a protestare, in Prefettura con la richiesta sindacale al seguito

L’ipotesi avanzata nell’ultimo tavolo tecnico tra Regione e Asl di essere assunti presso le associazioni Lift e Ant non piace ai lavoratori, non avrebbero certezze dal punto di vista retributivo, trattandosi di associazioni di volontariato finanziate, ma non certo per coprire un intero servizio di assistenza primaria ed essenziale come quello del domiciliare oncologico. Un modo, per la Regione, di correre ai ripari tenendo fede al patto di stabilità imposto dal governo centrale che obbligherebbe a non investire i fondi destinati al Servizio sanitario. Le proroghe concesse fin’ora ai lavoratori di circa 4 mesi, infatti, sono state finanziate da fondi Asl accordati dal direttore generale Valdo Mellone. “Di questo bisogna dargliene atto – ha commentato il sindacalista dell’ FSI, Dario Cagnazzo – anche se lo stesso parla di esubero di personale per il servizio. Dieci unità per distretto sono molte, ne basterebbero quattro”.

Nella contrattazione sindacale c’è la disponibilità di ridurre il numero dei lavoratori, facendo confluire gli altri nelle associazioni, ma c’è anche un documento dell’avvocato Sticchi Damiani presentato questa mattina al Prefetto, che attesterebbe almeno altri due anni di finanziamenti disponibili da destinare al servizio. “Noi chiediamo la proroga di un anno – ha dichiarato Cagnazzo – il Prefetto è disponibile a seguirci nella trattativa ma occorre la partecipazione di tutti”. Il tavolo tecnico, l’ennesimo dall’inizio della vicenda, si auspica a Bari, alla presenza dell’assessore regionale alla sanità Attolini, i lavoratori lo attendono dai tempi del dimissionario Fiore e se non sarà convocato in breve, la questione rischia di sfociare in “lotte politiche”.

Il sindaco Perrone, infatti, già da tempo preme per un confronto tra le parti interessate, la Regione in testa e lancia messaggi lapidari a Loredana Capone, sua sfidante alle prossime amministrative e vice presidente della Regione. Intanto per le quasi cento famiglie dei lavoratori il futuro è sempre più incerto così come per gli ammalati. “Alcuni di noi, oggi, sono dovuti rimanere in servizio – ha spiegato una ragazza presente al sit-in – perché gli ammalati hanno davvero bisogno di noi. Nel distretto di Maglie, un ragazzo extracomunitario di 25 anni, si sposta in treno per sottoporsi alle sedute di chemioterapia a Tricase. La distanza è breve, ma nei giorni di pioggia le infermiere del reparto lo hanno accolto fradicio, per il tragitto dalla stazione all’ospedale. Il sistema immunitario dei malati oncologici è debole, hanno bisogno di attenzioni particolari”. Come dire, sono sempre i più deboli a pagare il prezzo più alto.

 

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