Il Caffè Letterario Mimose di Lecce nell’ambito del programma del CaffèArt della Galleria D’Arte Stomeo di Martano presenta: “L’Arbre D’Amour”, sabato 11 febbraio 2012 alle ore 19.00.

Conducono la conversazione Pompea Vergaro, Eliana Lista e Mauro Ragosta, tra suggestive atmosfere che ogni volta la gallerista Gianna Stomeo riesce a infondere nelle sale della Galleria in compagnia delle opere degli artisti che partecipano alla collettiva: “Colori in concerto: Dal Friuli Venezia Giulia e  dal Trentino-Alto Adige un inno al colore” che espongono fino 18 Febbraio 2012.

L’occasione  dell’incontro  nasce da una piacevole nostalgia: un viaggio a Parigi quando alcuni anni, fa in visita al Musée National des Arts et Tradition Polulair,  acquistai, tra le altre, una cartolina della stampa di Francois Giorgin, “l’Arbre d’Amour”, (1828) in esposizione presso  il Museo.

La stampa “L’arbre D’amour” rappresenta un  frondoso albero in cima al quale si trova l’amore e sei  uomini appollaiati sui rami. Altrettanto numero di donne sono ai piedi dell’albero, le quali cercano di farli scendere con i mezzi più mezzi disparati.
Utilizzano, a volte, la seduzione che,  nella maggior parte dei casi, è inadeguata e insufficiente per raggiungere l’obiettivo. Allora  ricorrono ad altri mezzi: una donna sale su una scala per cercare di prendere un “guerriero coperto di gloria”, un’altra, prova a tirare l’uomo con una corda un’altra ancora, con una canna.
Due donne giungono addirittura a metodi estremi e radicali nel momento in cui cominciano a segare  il tronco dell’albero.

Da qui il pretesto, ritrovandomi la cartolina tra le mani, per conversare sul filo dell’ironia, su importanti temi che hanno da sempre riguardato le relazioni di genere, sia nei confronti dell’amore sia del rapporto coniugale al tempo in cui il ruolo di autorità nel matrimonio spettava in genere agli uomini.
Colloquiare sul  XIX  secolo è impresa ardua, perchè è un momento della storia dell’uomo oltremodo ricco di fermenti e di rivoluzionari cambiamenti: ecco  le prime lotte operaie, dovute allo sviluppo industriale, che man mano si stava diffondendo, in virtù delle  numerose scoperte importanti, come la Fotografia, la Radio o l’invenzione dell’automobile  o del Telegrafo senza fili. Scoperte che cambiarono la vita mettendo in primo piano la scienza.
Ma ancora si viveva la divisione sessuale dei compiti, dei ruoli e degli spazi, fortemente marcati e differenziati.

Durante la serata si affronterà il tema  sul rapporto tra donne e uomini nell’800 anche se la conversazione sarà semplicemente “uno sguardo fugace”: con una breve sosta sul mondo dell’arte, da William Turner a  Paul Gauguin, a  Monet  e Manet,  a Degas e alla nascita di grandi correnti come quella dei Macchiaioli,  degli Impressionisti  e Espressionisti, ma anche della musica, con la nascita del melodramma e il proliferare di compositori  come Chopin e Liszt, Beethoven e Brahms, Cajkovskij, Bizet, Wagner e  Verdi,  per citarne solo alcuni.
E naturalmente ci si intratterrà sulla letteratura.

In Europa gli antesignani di una scelta libera riguardo al “matrimonio” furono gli scrittori inglesi, Jane Austen, Oscar Wilde e G. Bernard Shaw che porta come esempio donne che sanno ciò che vogliono e costruiscono unioni felici.
Ma è un raro esempio: la letteratura si basa sull’adulterio più che sulle famiglie felici, parafrasando l’incipit di Anna Karienina di Tolstoj: “le famiglie felici si somigliano tutte, ma quelle infelici lo sono ciascuna a modo proprio ”.
I francesi segnarono il passo: se in Balzac è il denaro e la convenzione sociale a guidare le scelte, in Flaubert, Madame Bovary  è l’esempio negativo del degrado e della rovina della donna, che non ha scelto, ma sopportato passivamente il matrimonio impostole, con conseguenze drammatiche.
E Maupassant, altro celebre autore dell’800, che vede il matrimonio “come una delle peggiori disgrazie che possano capitare ad un uomo” o Kierkegaard nel suo “Diario del seduttore”: gli uomini seducono, le donne prede indifese.
Emily Dickinson propone un ritratto di moglie “imperatrice del Calvario”.
Saranno proposte letture sulla poesia d’amore dell’800, che  già fin dal 1200, si fondava  su un rapporto di amore fuori dal matrimonio, vagheggiato e sognato e si converserà su testi letterari.
“L’arbre D’amour” sarà un viaggio intrigante tra musica pittura e poesia.
Perchè la cultura tutta, nell’800 ne respirava, come accade  per ogni epoca, i fermenti, le innovazioni, mantenendo, comunque, ancora  forti i legami con la tradizione.

Il poeta francese Jules Laforgue definiva il suo secolo: “ Certo questo è un gran secolo…possediamo profumi, le stoffe, i complicati fucili, i libri, l’arte, il gas e la fotografia; viviamo meglio e di più; eppure l’Uomo mai ha tanto pianto…”
Pensieri attuali, come se fossero scritti oggi, perchè ancora l’Uomo, tutto sommato, non ha “rivoluzionato” se stesso!

 

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