E’ ancora alto il tributo di sangue che il Salento paga nella guerra in Afghanistan. Un altro militare è morto nel territorio afgano, non in seguito ad un attentato, come spesso, purtroppo, accade, bensì in seguito ad un incidente stradale, costato la vita a tre soldati italiani. Tra di loro c’era anche Luca Valente, 28enne, di Miggiano.

Luca aveva 28 anni, primo Caporal Maggiore, ed era alla sua quarta missione. Si trovava insieme ad altri tre soldati italiani su un Lince, che si è ribaltato durante un’operazione di soccorso nell’area di Shindad, nell’Afghanstan occidentale.
Da quel Lince, appartenente alla Task Force Center con base a Shindad, Luca è stato estratto quando ormai non c’era più nulla da fare: insieme ai militari che si trovavano all’interno del blindato, era morto, probabilmente annegato.

Gli altri soldati morti insieme a Valente erano Francesco Currò, Caporal Maggior, 33enne di Messina, e Francesco Paolo Messineo, primo Caporal Maggiore 28enne di Palermo.

28 anni compiuti l’8 gennaio, Luca Valente era stato in Afghanistan ed in Iraq. Appena un mese fa, in occasione del capodanno, era rientrato a casa, in via Como 52, a Miggiano, per trascorrere le feste con i genitori, Pasquale e Maria, ed i fratelli Luigi e Toni, il primo carabiniere a Maglie, il secondo elettricista a Lodi.
Tutti e tre i militari morti appartenevano alla brigata Aeromobile del 66esimo Reggimento fanteria “Trieste”, di stanza a Forlì.
I soldati italiani erano impegnati in un’attività di recupero di una unità rimasta bloccata in un corso d’acqua. E proprio nel guadare il fiume, il lince si sarebbe ribaltato, intrappolando al suo interno tre dei militari dell’equipaggio. Salvo, invece, il quarto militare che si trovava sulla torretta del blindato, ora ricoverato in ospedale.
In mattinata, gli uomini dell’esercito hanno raggiunto l’abitazione della famiglia Valente. La madre era sola in casa. Quando si è affacciata dalla finestra ed ha visto i militari in mimetica ha capito subito che fosse successo qualcosa ed è stata colta da malore.
Da stamattina, in via Como, è un viavai di persone, amici, conoscenti e familiari di Luca, tutti stretti attorno al dolore che ha colpito i genitori ed i fratelli di Luca.
Entrambi i genitori, il padre marmista, la madre prossima alla pensione, hanno dovuto fare ricorso alle cure del medico di famiglia a causa dello straziante dolore che li ha colpiti all’improvviso.
Più volte, Maria Malileo, madre di Luca, aveva tentato di dissuaderlo, di fargli cambiare idea sulla volontà di partire per un’altra missione. Luca era già stato in Afghanistan, due volte, e in Iraq. Prima di intraprendere la carriera militare, aveva trascorso diversi anni in seminario.
Degli amici di Luca non vuole parlare nessuno. In via Como regna sovrano il silenzio, rispettoso per chi non c’è più. Vicini alla famiglia Valente, il sindaco di Miggiano, Giovanni Damiano, ed il Vescovo di Ugento e Santa Maria di Leuca, monsignor Vito Angiuli. Il primo cittadino, rientrato apposta da Bari, è visibilmente provato e trattiene le lacrime a fatica: “E’ la notizia che non avremmo mai voluto dare. Conoscevo la famiglia, una famiglia per bene” dice, visibilmente commosso e provato per la morte di un suo giovane concittadino. Il Vescovo, invece, ha portato un sostegno spirituale ai genitori “In questi momenti – dice monsignor Angiuli – la vicinanza che possiamo dare ai genitori vale più di mille parole”.
La pioggia che cade dal cielo stenta a confondersi con le lacrime di chi piange per un amico, un fratello ed un figlio che non c’è più.
Giovedì intanto, secondo indiscrezioni, potrebbero essere celebrati i funerali di Stato a Roma, mentre il giorno successivo sarà Miggiano a dare l’ultimo, straziante, saluto al suo figliolo morto per la pace. In occasione dei funerali, sarà indetto il lutto cittadino.

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