Da sinistra: Gabellone, Gallo, Bruni“La nuova fase politica richiede degli adattamenti, metteremo in campo nuovi strumenti, avremo attenzione per il mondo giovanile, ci rinnoveremo tecnologicamente, condivideremo le idee partecipate, ci confronteremo su ambiente, welfare e infrastrutture”. Ha riassunto così il presidente provinciale Gabellone, la mozione che presenterà insieme al candidato vice vicario Francesco Bruni, al Congresso del prossimo fine settimana

Un Congresso atteso e che farà da scacchiere alle prossime amministrative leccesi e dell’hinterland, durante il quale saranno, probabilmente, annunciate ufficialmente le Primarie del centrodestra, evento unico in Puglia. “Strumento essenziale di partecipazione” le ha considerate Gabellone nella sua bozza di mozione presentata questa mattina alla stampa, presso il comitato direttivo di via Oberdan. Dello stesso avviso il coordinatore uscente Cosimo Gallo, presente insieme ai due candidati, tutti d’accordo anche sull’apertura a forze politiche nazionali e locali, “è la strada indicata dal direttivo nazionale – assicura Gallo – è stato Alfano a proporla”.

La questione che anima nelle ultime ore il dibattito politico cittadino corrisponde all’alleanza con l’Udc che, a livello nazionale è il partito di Casini confluito nel Terzo polo o Polo nuovo, come ama definirlo Fini, ma a Lecce ha un bacino di voti di tutto rispetto. Elemento non trascurabile in vista delle amministrative. Sarà questo il motivo che mette i vertici provinciali, Totò Ruggeri in primis, in una posizione di nonchalance o semplicemente in attesa degli esiti delle primarie. Perché anche il candidato del centrodestra alle amministrative ha il suo peso. Intanto Cosimo Gallo ha “bocciato”, in via ufficiosa, la candidatura di Gigi Rizzo ma ha demandato al nuovo direttivo la decisione finale. Antonio Gabellone, che quasi sicuramente dal prossimo lunedì sarà il futuro coordinatore provinciale Pdl, ha elogiato l’operato del sindaco uscente Paolo Perrone, candidato naturale per il centrodestra fittiano. Meno sostenuto dall’altra corrente, quella a cui fa capo l’ex sottosegretario agli Interni, Alfredo Mantovano, rappresentato sul territorio dallo “sfidante” di Gabellone, Saverio Congedo. Si, perché la partita del centrodestra si gioca sui due fronti : mantovani ani e fittiani. Questioni di provenienze politiche o di leaderchip territoriale? I vertici provinciali dribblano alle domande della stampa, non vogliono essere etichettati come “ex”; niente ex Alleanza Nazionale, né ex Forza Italia, ha chiosato Gabellone, “apparteniamo al Popolo della Libertà, un partito nato nel marzo del 2009, che nel corso della sua esistenza ha fatto degli errori ai quali porrà rimedio nel segno della coesione e per una buona governabilità del Paese”.

Per il doppio ruolo di cui sarà investito Gabellone, già presidente provinciale, il direttivo non accetta il concetto di “incompatibilità”, anzi, per Gabellone il ruolo provinciale può tornare utile al partito, “quando all’interno delle diverse componenti si dovranno andare a cercare delle soluzioni”, affermazione che dice tutto e niente in perfetto stile centrodestrista. In attesa di quanto emergerà al prossimo Congresso, l’unica certezza per ora sono le primarie che si faranno, lo ha assicurato Gallo.  Il regolamento ancora non c’è ma si farà riferimento a quello utilizzato nell’unica esperienza precedente a Frosinone, dove sono state ribattezzate “primarie all’amatriciana”. A Lecce appuntamento per il 26 nella speranza che non si tratti di primarie al pasticci otto.

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