Si é svolto nel pomeriggio il seminario-dibattito organizzato dalla Cgil Lecce e Arci Zei, presso l’ Open Space di Palazzo Carafa, nell’ambito del progetto “Spazio Sociale del Lavoro”. A raccontarsi, gli stessi ragazzi che vivono quotidianamente, sulla loro pelle, il problema sociale del lavoro precario

” Giovani e Lavoro: una disuguaglianza che va oltre la crisi”, questo il titolo del convegno che mette al centro della discussione il lavoro e, per avvalorare le tesi messe in campo, la testimonianza diretta di chi il precariato lo vive in prima persona. Giulia, Carlo, Matteo, Elisa, Dario, Alessia, hanno portato il loro contributo, ognuno con una storia diversa, fatta di competenze, di istruzione, di qualifiche professionali e di speranze che si infrangono contro il muro dei fallimenti politici e generazionali di chi li ha preceduti. La scarsa opportunità di sentirsi cittadini a tutti gli effetti, é stata testimoniata da un documentario, Bye Bye Papi, realizzato da Paola Manno, nato dalla necessità di voler raccontare l’esperienza personale nel portare le proprie competenze oltre i confini nazionali, a Bruxelles. In una città, ha scoperto, dove ci sono 30mila italiani, molti dei quali giovani in cerca di realizzazione professionale. Le testimoniane di cinque donne all’interno del documentario, accentuano la frustrante condizione che si vive in Italia dove il percorso di inserimento nel mondo del lavoro dura decenni.

” Una realtà drammatica – ha commentato Antonella Cazzato, segretaria provinciale Cgil – siamo in attesa che il governo introduca gli strumenti che consentano di delimitare lo spazio di precarietà”. Le flessibilità sul lavoro, argomento di grande attualità, sono state introdotte da tempo a livello europeo, in ambito nazionale il “pacchetto Treu” e la legge Biagi ne sono l’emblema. Forse nel meridione, secondo la segretaria Cgil, la precarietà é piú sostenibile rispetto al nord per due elementi considerati ammortizzatori sociali: il tessuto sociale, sia pur nell’illegalità vocato al lavoro nero e la solidarietà familiare. Queste non devono essere soluzioni, né rassegnazione, la precarietà significa non avere risorse sufficienti per pagarsi una casa o per costruirsi un quotidiano dignitoso, un male da combattere in nome di una società in continua evoluzione. Al seminario erano presenti anche Gigia Bucci, responsabile regionale Cgil giovani, Francesca Abbrescia Cgil Puglia e Ilaria Nani responsabile nazionale Cgil giovani.



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