Foto Francesco MoscagiuliDoveva essere un tavolo tecnico in cui discutere dei problemi legati al blocco del turn over nel settore infermieristico. Si è trasformato, però, anche stavolta, in una tribuna politica, da cui lanciare la stoccata all’avversario certo.

È l’incontro che si è tenuto a Palazzo Carafa in mattinata, convocato dal sindaco Paolo Perrone dopo la richiesta avanzata dal sindacato Nursind.
I dati sono impietosi. Mancano 129 unità solo di personale infermieristico (mentre le carenze dei medici ammontano a 186). Nel corso del 2012, altri 315 andranno in pensione. “Con il blocco del turn over e delle assunzioni- ha sottolineato Graziano Accogli, segretario provinciale Nursind- la situazione sta diventando drammatica, perché si è costretti a turni ad horas, di 8 e persino 10 ore consecutive. Un sovraccarico tale da incidere sulle capacità psicofisiche degli infermieri e sul rendimento del servizio ai pazienti”. La situazione più critica riguarda ovviamente l’ospedale più importante, il Vito Fazzi. Per questo Paolo Perrone ha promesso che scriverà al Direttore generale della Asl, Valdo Mellone, e all’Assessore regionale alla sanità, Ettore Attolini. Lo stato di agitazione dei lavoratori, infatti, è stato già proclamato durante l’assemblea dello scorso lunedì. Se non verranno adottati provvedimenti a breve, non verrà revocato lo sciopero di 24 ore previsto per il 2 aprile prossimo.
“Qualcuno mi ha accusato di fare campagna elettorale sui temi della sanità – ha rincarato Perrone – ma quel qualcuno non sa evidentemente che io sono sempre pronto ad entrare nelle questioni sanitarie perché, da una parte gli operatori e dall’altra i pazienti, mi chiedono quotidianamente di intervenire. Molte volte ho fatto sopralluoghi e visite al Fazzi, senza neanche avvisare la direzione sanitaria. Ogni volta, ho riscontrato sentimenti di unanime incertezza e di rassegnazione. Prendo posizione anche questa volta, così come richiesto da questi lavoratori, facendo mie le loro esigenze”. Ma Paolo Perrone non ha detto solo questo. “Qualche importante rappresentante del governo regionale potrebbe pensare meno alle questioni spicciole e concentrarsi su questi problemi. Loredana Capone è la vice di Vendola, che si dia da fare”.
A intervenire è anche il consigliere regionale pidiellino Roberto Marti, pure presente all’incontro. “I servizi sanitari non possono essere sottovalutati – ha detto – ecco perché è necessario intervenire tempestivamente quando viene lanciato un grido d’allarme”. “Il problema è territoriale – ha commentato il consigliere comunale e Presidente dell’Ambito Territoriale di Lecce, Roberto Martella-. In numerose occasioni abbiamo lamentato la totale assenza della parte sociale e sanitaria in tutti i comuni. Non c’è personale e i pazienti non possono essere accuditi. Il personale infermieristico non esiste, così come quello tecnico assistenziale. Al Fazzi sei terapiste devono coprire tutti i reparti. È inconcepibile”. “I numeri ci danno ragione- ha concluso il consigliere comunale Vittorio Solero -. È stato calcolato che la copertura di assistenza al Fazzi è pari al 60%, cioè circa duecento unità in meno rispetto al dovuto. Quando il sindaco Perrone si è opposto fermamente alla chiusura del presidio ospedaliero di Campi, fu rassicurato dal centrosinistra regionale, che promise un potenziamento delle strutture che nei fatti non c’è mai stato”.

 

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