Una lista civica nazionale aperta la Terzo Polo: è la nuova trovata di Michele Emiliano, sindaco di Bari ed esponente di spicco del Pd, che da ieri è tempestato dalle chiamate di tutti i principali media nazionali. Si era già parlato di un listone Emiliano, ma ora il sindaco rilancia.

La sua idea si basa su alcuni dati oggettivi: gli attuali partiti sembrano sempre di più “gusci vuoti”, come li definisce Massimo Franco, enei sondaggi spunta un quaranta per cento di italiani indecisi, che non sanno per chi votare. Michele Emiliano approva l’analisi di Panebianco: Pdl e Pd sarebbero due partiti senza una comune identità, eterogenei e mai amalgamati, con due crisi parallele che li stanno spegnendo. Il sindaco di Bari, disponibile come sempre,mi concede un’intervista, dopo averla concessa a Rainews24, e con la sua solita schiettezza confessa che un accordo tra Pd e l’Udc, a livello regionale, già esiste.

Pd e Pdl senza una comune identità sono al declino, secondo Angelo Panebianco. Sindaco Emiliano, lei condivide questa analisi?

«Credo che sia un’analisi giusta: la formula che è stata utilizzata non regge più. C’è un processo costituente in corso: come ho già ripetuto in altre interviste, la prossima legislatura avrà valore costituente. Sarà necessario infilarci dentro una specie di Assemblea costituente. Si sta avviando un processo costituente in entrambi gli schieramenti. Le prossime elezioni saranno come quelle del dopoguerra».

Lei vede questo cambiamento come una grande opportunità?

«Secondo me sì, ma è normale che ci sia bisogno di una grande forza. Per fortuna c’è questo presidente della Repubblica».

Per questo motivo propone una lista civica che sia in grado di calamitare i consensi degli indecisi?

«La nostra lista civica è aperta al Terzo Polo e a tutti coloro che non vogliono più aderire ai vecchi schemi».

Però lei lo sa che sta facendo arrabbiare il suo partito? Bersani ha sempre detestato i personalismi, i leaderismi e ora si trova alle prese con un Emiliano incontenibile.

«La politica senza leader non si può fare. Non si può neanche giocare a pallone senza leader. È sbagliato pensare il contrario. Il Pd dovrebbe essere contento di quello che sto facendo».

Cosa succederà dopo Monti?

«Ci sarà un presidente del Consiglio politico: posso immaginare Bersani o Vendola. Non ne vedo altri, perché in questa fase qualche cosa di nuovo è difficile che possa venir fuori».

Monti non potrebbe continuare?

«No, bisogna cominciare a dire che Monti è passato: possiamo considerarlo una specie di Badoglio. Possiamo considerare l’attuale presidente del Consiglio la parte migliore del vecchio sistema».

Esiste già un accordo, a livello regionale, con l’Udc? Parlo di un accordo con effetti anche sulla città di Lecce.

«Sì, l’accordo c’è, ma Casini continua a fare la solita “politica dei due forni”. Prende tempo perché vuol giocare ai due forni. Quindi, succede che ci blocca un accordo che è fatto».

Quindi, a Lecce l’accordo c’è già?

«Diciamocelo chiaramente: a Lecce io sono sicuro che l’Udc ha deciso di sostenere Loredana Capone perché c’è già un’intesa su tutto».

Tutto come previsto dal ‘teorema Emiliano’: un’alleanza che comprende i centristi e la sinistra radicale?

«Voglio una coalizione come quella che sono riuscito a realizzare a Bari, che va da Fli a Sel».

A Lecce presenterà la ‘Lista Emiliano’?

«No, non presenteremo la lista, a meno che i candidati non ce lo chiedano in ginocchio. Posso dire, però, che parteciperemo attivamente alla campagna elettorale di Lecce».

Ci sono molti politici leccesi che possono essere inquadrati nell’area Emiliano?

«Ho un buon rapporto con Loredana Capone. Tra i miei potrei citare Stefanazzi, Paola Povero e tanti altri. Sono in trattative con altri esponenti, ma non posso nominarli. In molti si stanno avvicinando, ma ora è un po’ presto per rivelare i nomi: non sono autorizzato».

Qual è il suo rapporto con Sergio Blasi?

«Molto buono a livello personale, dal punto di vista politico, anche se lo faccio disperare, credo che ci sia un notevole tasso di condivisione. Siamo una coppia ben assortita…».

Come farete a superare gli steccati ideologici?

«Eh, ma l’Udc sta in giunta con Sel e Fli a Bari. Se siamo riusciti a realizzare l’esperimento a Bari, perché non dovremmo riuscirci a Lecce o in altri posti? Bari non è un comune piccolo: quando si amministra contano i progetti e i programmi in comune».

È preoccupato da un eventuale alleanza tra Poli e Pdl?

«È una storia senza sbocco: stanno pestando e ripestando sempre la stessa storia. Perrone era il vicesindaco della Poli e la Poli è stata il vicesindaco di Perrone. Roba vecchia, già vista. Sono avvinti come l’edera».

Il Pdl conserverà lo stesso nome, Fitto dice che è un partito rinvigorito. Cosa ne pensa lei?

«Era un partito di Berlusconi e Berlusconi è finito. Senza Berlusconi dietro non durerebbero nemmeno 24 ore. Il Pdl è crollato totalmente».

Gaetano GORGONI

 

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