Il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, è da soli tre giorni il nuovo coordinatore provinciale del Pdl, ma non ha perso tempo: appena eletto ha comunicato il suo intento di allargare la coalizione di centrodestra alla Poli e a Fli.

Il nuovo leader provinciale del Pdl ha il gravoso compito di ricreare quell’alleanza, con le forze di centrodestra, che nel 2007 ha portarto alla vittoria.
Un’operazione difficile, viste le continue liti a distanza tra Perrone e la Poli, ma possibile.

Presidente, dopo i contatti con Gerardo Filippo, questo weekend incontrerà Adriana Poli Bortone: l’alleanza è sempre più vicina?

Come ho anche chiarito nella mia mozione congressuale, un’ampia parte del Pdl auspica un allargamento della coalizione, quindi, credo nei risultati positivi di questo percorso. L’alleanza potrà avvenire, non in relazione a un fatto contingente, come le elezioni  a Lecce e in altri comuni della provincia, ma in funzione di una strategia complessiva che possa consentire al partito  e al centrodestra di rafforzarsi raccogliendo contributi importanti di altri partiti.

Cosa offrirà ad Adriana Poli Bortone? Lei chiede di entrare in maggioranza al Comune e in Provincia.

Non ci sono ancora richieste e offerte. C’è la volontà di fare un ragionamento insieme e capire in che modo è possibile rivedere alcune situazioni che si sono determinate: riconsiderare complessivamente le vicende che riguardano il Salento per individuare dei punti d’incontro. Io accolgo le aspettative della base del Pdl e in questo senso opero.

Sì, ma lei è disposto a far entrare Io Sud nel governo della Provincia o del Comune?

Anche qui, non ritengo che sedersi a un tavolo e parlare di posti in giunta sia una cosa che la gente guardi di buon occhio. Dobbiamo solo capire se ci sono le condizioni per ragionare e stare insieme con Io Sud: il resto sarà valutato in un secondo momento. Il punto non è concedere un rimpasto in Provincia o in Comune, non è questo il puntio di partenza.

Però, Poli e Perrone continuano a rimbeccarsi: ritiene che possa essere una convivenza possibile quella tra la senatrice e il sindaco uscente?

La ragionevolezza e l’equilibrio sono elementi indispensabili quando si pensa di allargare e irrobustire una formazione politica attraverso la condivisione di percorsi con altri soggetti. Il sindaco Perrone è una persona di grande intelligenza e capacità politica e credo che non possa essere un ostacolo al raggiungimento, su basi chiare e precise, di un progetto di centrodestra per il Salento. Un coordinatore provinciale deve tenere in considerazione gli interessi complessivi del partito, in tutto il Salento.

Foto Antonio CastelluzzoSaltato il Terzo Polo a Lecce i centristi cominciano a guardare a sinistra. Proverà a fare un tentativo di aggancio anche con l’Udc e Buccoliero?

Il mio obiettivo è di mettere insieme anche altre forze che abbiano riferimenti e radici comuni e simili al Pdl. Con l’Udc siamo in un’unica famiglia a livello europeo: il quadro politico, anche nazionale, è in evoluzione e credo che Udc e Pdl potrebbero trovarsi insieme. Io  avrò voglia e piacere di dialogare con l’Udc, ma se la loro strategia non coincide… La discontinuità con il passato, che loro chiedono, credo che se non si possa realizzare con Perrone non si possa realizzare nemmeno  con il candidato del centrosinistra, che loro hanno avversato per tanto tempo, quando erano in maggioranza con noi. Lo spazio nel quale ci muoviamo è uno spazio ristretto, ma ho il dovere politico di esplorare fino in fondo ogni possibilità e opportunità.

I mantovaniani sono usciti sconfitti dal congresso, con un buon risultato a Lecce, però senza posizioni di spicco all’interno del partito: in che modo cercherà di dare voce e spazio a quest’ala del partito?

All’interno del congresso ho già chiarito che non si può schematizzare in un duello tra Fitto e Mantovano un momento partecipativo così importante: non c’è distinzione in termini di partecipazione alle scelte. Il coordinamento che noi ipotizziamo, io e Francesco Bruni, si sforzerà di fare sintesi tra le diverse posizioni  e una volta definita la linea, concorrere tutti al raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Lei ha affidato a Francesco Bruni il compito di stendere un regolamento per le primarie. Non c’è paura per infiltrati e altri trucchetti che potrebbero inficiare il risultato?

Le primarie sono uno strumento nuovo per noi, chi le ha già realizzate da anni subisce le criticità che possono esserci. Sono convinto e mi auguro che tutto possa scorrere tranquillamente, senza problemi di sorta.
Eliana Degennaro