Il Consiglio Direttivo dell’Autorità Idrica Pugliese (AIP), guidato dal sindaco di Lecce Paolo Perrone, ha preso atto che – secondo quanto recitato dall’art. 13 della legge regionale n. 09/2011 – “le spese per il funzionamento dell’Autorità sono a carico dei Comuni della Regione Puglia

in proporzione al numero degli abitanti e, a carico di ogni comune, è anche il contributo determinato in rapporto alla popolazione residente secondo l’ultimo censimento demografico dell’Istituto di statistica (ISTAT).
Una quota massima del 20% delle spese per il funzionamento dell’Autorità può essere a carico della tariffa del servizio idrico integrato, a condizione che tale quota sia compatibile con previsioni di entrata”.
Preso atto di questo, però, la previsione non è stata ritenuta dall’AIP compatibile con le esigenze più volte espresse dalla comunità pugliese di contenimento dei costi della tariffa.
Ricordando che i membri del Consiglio Direttivo e il Presidente non percepiscono alcuna indennità per lo svolgimento delle loro mansioni, il Consiglio ha provveduto a confermare il blocco delle spese di funzionamento della struttura tecnica ereditata dalla soppressa ATO Puglia all’anno 2009, sottoponendosi a sacrifici enormi in riferimento al continuo e progressivo aumento della mole di lavoro inerente il controllo del servizio idrico in tutta la Regione.

“È nostra intenzione dare un forte segnale di discontinuità in questo presente ricco di sacrifici ed aumenti incontrollati sulle tasse sottoposte ai cittadini -. ha commentato il primo cittadino, Paolo Perrone – Per questa ragione, abbiamo immediatamente raccolto l’invito della Regione ad approvare, in tempi ristretti, il regolamento inerente le tariffe agevolate dell’acqua per le utenze deboli ed ora siamo in attesa del riscontro degli uffici regionali competenti. Oggi abbiamo offerto un’altro segnale verso una progressiva riduzione dei costi dell’acqua, partendo dal nostro stesso budget gestionale”.