E’ un Lecce in forte crescita; cresce nel rendimento, cresce complessivamente come squadra, ritrova la brillantezza di alcuni suoi uomini ultimamente un po’ appannati e a farne le spese è questa volta il Siena che ha vissuto il secondo tempo del confronto come un incubo.

E’ un 4-1 troppo largo ? Non direi; E’ un 4-1 che rende meriti a chi ha vinto e punisce in giusta misura chi ha subìto.
L’avvio è con la baionetta inastata; pressione feroce su ogni palla giocata a conferma che questo è davvero un confronto chiave che può condizionare il futuro di entrambe le squadre. Ci si dedica poco al ragionamento, molto di più all’agonismo; il Lecce è più ficcante, abbastanza insidioso e determinato. Dopo dieci minuti si blocca Esposito, guai muscolari, dentro Di Matteo. Il Siena c’è con Calaiò che spara dalla corta distanza; tiro deviato in angolo. Il Siena si affaccia dunque minaccioso dalle parti di Benassi. Cosmi fiuta il pericolo e abbassa il raggio d’azione di Brivio, quarto difensore aggiunto con Di Matteo esterno.
Al 25° il Siena, complice la marcatura un pò disinvolta, sfonda sulla destra; cross perfetto per il sinistro di prima intenzione di Del Grosso che non lascia scampo a Benassi. Il Siena è attento a non scoprirsi troppo, monta una ferrea guardia sia a Di Michele che a Muriel costretti a cercare ossigeno svariando qua e là. Ma è Muriel, al 34°, a risolvere in rete una mischia da calcio d’angolo: pareggio!
Per quanto imbastita di imprecisioni e di errori, la partita è piacevolmente intensa.I toscani manovrano di più e forse meglio, il Lecce, raggiunto il pareggio, si disunisce un pò, perde la misura dei collegamenti probabilmente per smania di gol. L’uno a uno che titola il primo tempo rispecchia in buona sostanza l’andamento della gara.Lecce più intraprendente al rientro in campo; sfoga tutta la sua voglia di successo assediando il Siena; sembra di assistere,perdonate la citazione, alla battagia di Montaperti a parti però invertite. Sannino capisce l’antifona e tampona il centrocampo sostituendo Parravicini con Gazzi. Rinforzato il centrocampo prova anche a vivacizzare le ripartenze della sua squadra mandando in campo Destro al posto di Reginaldo. Contromossa: esce Obodo ed entra Bertolacci.
Muriel estrae dal cilindro un numero da mago Silvan: sulla linea laterale si beve un paio di avversari, converge lungo la linea di fondo e . . . affonda contrastato irregolarmente in piena area: calcio di rigore affidato a Di Michele, 2-1.
Non sono visibili, ma Blasi deve avere un paio di bombole di ossigeno nascoste sotto la maglia; continua a correre incessantemente e a mordere qualunque avversario portatore di palla senza concedersi un attimo per rifiatare mentre Oddo si esibisce in salvifiche diagonali a chiudere ogni falla; e quando occorre c’è sempre Benassi.      Punteggio a parte, il secondo tempo assume sempre più marcatamente il marchio dei giallorossi.
Cuadrado, Cuadrado ! Prima si fa ingenuamente ammonire per perdita di tempo, poi, al minuto 37, si fa perdonare con una splendida, inarrestabile galoppata di settanta metri conclusa con un beffardo “cucchiaio” che vale il 3-1. Partita chiusa anche perchè il Siena perde per infortunio una pedina a sostituzioni esaurite concludendo in dieci uomini. Per ripristinare la parità numerica, Blasi si lascia andare ad un plateale calcione nei confronti di Destro guadagnandosi il rosso diretto.
Cambia soltanto ( ma non è cosa di poco conto) il risultato finale perchè Brivio, calcio dal limite d’area, sfodera un sinistro micidiale, teso, preciso su cui Pegolo non arriva.
Quattro a uno e . . . . si riparte di buona lena, destinazione  Cagliari.

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